1. Rapito corpo ed anima


    Data: 09/07/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: Foro_Romano

    ... tutto quello che stai passando e mi dispiace anche per i tuoi genitori, credimi. Mi sembra però che tutto questo sia servito a farti conoscere la tua vera natura”.
    
    “Si… è vero… adesso sento di essere una troia… so di essere troia. Solo avrei voluto…”
    
    “Cosa? Cosa avresti voluto?”
    
    “Avrei voluto essere sverginato da te. Io è te che voglio. Sono innamorato di te. Lo capisci?” e cominciò a piangere.
    
    L’uomo lo strinse ancora di più a sé. “Federico… Devo dirti una cosa… Lo so che ho l’età di tuo padre ma anch’io mi sono innamorato di te, cucciolo mio”.
    
    Di colpo i singhiozzi terminarono ed il viso del ragazzo si illuminò. Avrebbe voluto baciarlo ma la calza che quello teneva sulla testa lo impediva.
    
    “In nome del nostro amore, mi prometti che non dirai mai a nessuno come è il mio viso?”
    
    “D’ora in poi sei il padrone del mio cuore. Te lo giuro, padrone mio”.
    
    Allora si sfilò la calza. La manina andò a accarezzare la folta barba brizzolata, il petto villoso. “Sei bellissimo”.
    
    “Tu lo sei, angelo mio”.
    
    Si baciarono con passione. Le loro lingue si unirono e si allacciarono in una spudorata danza erotica nelle loro bocche spalancate. Le mani dell’uomo non si fermarono più. Accarezzarono e tastarono quel piccolo corpo che gli si offriva. Lo spogliarono fino a lasciarlo completamente nudo. Lo stesso fecero con sé stesso, dopo di ché lo schiacciò sotto il suo peso coprendo di baci tutto il suo viso. Il corpo, tonico e muscoloso, lungo tra le gambe aperte del ...
    ... ragazzo che le alzò avvinghiandole ai fianchi del suo padrone e signore.
    
    “Prendimi. Sono tuo. Usami come una troia, perché sono la tua troia. Voglio essere solo tuo”.
    
    L’enorme cazzo non aspettava altro. Lo possedette con forza, molto più di quanta gliene era stata inflitta dagli altri. Lo squarciò con una brutalità animalesca. Ma questa volta non fu il dolore ad avere il sopravvento, fu solo puro piacere e quando, dopo una lunga cavalcata, gli si scaricò dentro sentirono di appartenersi definitivamente. Quella notte lo scopò altre due volte, sempre con la medesima furia belluina e così fu per tutte le sere seguenti.
    
    I grugniti virili e le femminee grida di piacere che provennero da quella stanza fecero capire agli altri sequestratori che loro non avrebbero potuto più fargli niente perché quello era ormai la donna del Capo.
    
    Il riscatto fu pagato ed il ragazzo tornò tra le braccia dei genitori. I sequestratori non furono mai catturati, anche perché il giovane non riuscì dare alcuna indicazione né sul loro aspetto e né su dove era stato tenuto prigioniero. Tutti comunque rimasero felici per il lieto fine di quell’incubo.
    
    Il più felice di tutti fu però il giovane Federico che più volte a settimana si incontrò di nascosto col suo uomo per farsi possedere, sfondare e riempire di sborra in quel villino isolato fuori città dal quale nessuno poteva udire le sue urla da piccola troia appagata.
    
    (Le stesse cose si possono fare con le precauzioni. Non fate mai l'amore senza il ...
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