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Il fidanzato di mia sorella 4 - ricordi adolescenziali 1
Data: 11/07/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: FRANK_1987
... pomeriggio ad ammirare il vitellino appena nato e la natura selvaggia fino a quando la sera mi accompagnò a casa. Durante il tragitto verso casa non riuscivo a farmi venire in mente un altro motivo per andare a far visita il giorno dopo a nonno Ugo ma fu lui che prese l’iniziativa. “Domani potresti venire ad aiutarmi con la staccionata?”, mi chiese “Nonno lo sai che non mi interessano queste cose” “Guarda che quella fattoria e’ la cosa più importante che ho, dopo di voi, e non voglio che cada in mani sbagliate quindi domani verrai ad aiutarmi. E poi, che cazzo, devi pur fare qualcosa da maschio e non solo guardare gli animali e la natura come se fossi una ragazza” Questa frase mi turbò. Mi sentivo offeso ma allo stesso tempo la durezza di quelle parole mi fecero capire che tipo autoritario fosse mio nonno e la cosa mi stuzzicò. “Scusami non volevo offenderti” “No, nonno, hai ragione. Domani verrò ad aiutarti volentieri” Accettai subito perché sapevo che il giorno dopo ci sarebbe stato il sole, che mio nonno avrebbe di nuovo sudato e che si sarebbe tolto la maglietta facendomi di nuovo ammirare il suo fisico muscoloso. Arrivati davanti a casa mia, gli diedi un bacio quasi sulle labbra, lo salutai ed entrai dentro mentre lui e mio padre si salutarono da lontano senza scambiarsi una parola perché ormai si era fatto tardi. Il giorno dopo feci le stesse identiche cose del giorno precedente. A pensarci bene le feci quasi in maniera molto sbrigativa come se la ...
... mia velocità nello svolgere la routine quotidiana potesse accelerare il tempo fino a giungere il momento in cui avrei di nuovo rivisto mio nonno. Purtroppo sappiamo tutti che non può essere così e allora mi ritrovai a trascorrere una mattinata all’insegna della noia. L’unica nota positiva fu rivedere il napoletano Franco e il rumeno Stefan, i miei compagni di classe colti in flagrante mentre si masturbavano in un’aula. Quando arrivò l’ultima ora e il suo della campanella, fui strafelice. Finalmente potevo andare da mio nonno ma la mia migliore amica mi ricordò che il giorno dopo ci sarebbe stato il compito di matematica e che dovevo studiare per poterlo passare visto che era l’ultimo compito del quadrimestre. Arrivato a casa, pranzai e mi chiusi in camera. Per il momento accantonai l’idea di andare da mio nonno e misi la testa sopra i libri. D’altronde come lavoro non potevo fare solo il ricchione a tempo pieno ma diventare un avvocato come ho sempre desiderato. Erano le 16.33 quando feci una pausa. Lo studio mi aveva assorbito così tanto che avevo dimenticato l’ordine perentorio del nonno di andare di nuovo a casa sua. Chiusi i libri, uscii dalla camera e salutai mia madre dicendole che sarei andato da suo suocero. Ero tutto un fremito. Nonostante fossero quasi le cinque del pomeriggio, c’era un sole che ti permetteva quasi di cuocere un uovo sull’asfalto e questo voleva dire soltanto una cosa: che mio nonno si sarebbe di nuovo messo a torso nudo per refrigerarsi un po’. Non ...