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Il fidanzato di mia sorella 4 - ricordi adolescenziali 1
Data: 11/07/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: FRANK_1987
... appena arrivai, lo notai mentre stava già aggiustando la staccionata. Era in piedi mentre martellava un paletto bianco indossando uno jeans sporco di terra sulle ginocchia e anche una camicia di jeans con le maniche arrotolate fino ai gomiti e aperta sul davanti lasciando intravedere i suoi pettorali torniti. “Nonno Ugo” “Ehi tesoro di nonno. Hai fatto tardi”, mi rispose “Scusa ma dovevo studiare. Domani ho l’ultimo compito in classe di matematica e voglio superarlo. Ti sei offeso se non ti ho aiutato?” “Niente affatto”, mi disse facendo un sorriso smagliante “prendimi i chiodi” Presi dei chiodi e glieli passai “Tieni fermo questo paletto mentre io infilo il chiodo dall’altra parte” Nonno Ugo si abbassò per terra e quando lo fece, la patta dei suoi pantaloni si gonfiò in una maniera allucinante. Mentre martellava faceva le tipiche espressioni che si fanno quando si pianta un chiodo e i suoi bicipiti e pettorali si gonfiarono ad ogni martellata. “Che virilità”, pensai Nonno Ugo finì di martellare e si alzò mostrando di avere un accenno di erezione. “Nonno hai già finito?” “No, ancora no.” “Cosa devi fare?” “Devo piantare l’ultimo paletto” “Ma io non ne vedo qua in giro” “Ho ancora questo”, mi rispose toccandosi il pacco da sopra i jeans, un pacco che adesso era davvero eccitato e che mostrava una protuberanza verso destra. “Ho sempre saputo che sei un ricchione”, mi disse avvicinandosi a me lentamente mentre io ero pietrificato ...
... “in ogni momento che siamo insieme e passa un ragazzo non fai altro che guardarlo ma per tipi come te non ci vuole un ragazzino ma un uomo vero per farti godere” Dicendo questo si avvicinò completamente a me, mi prese per il mento, mi alzò la testa e mi baciò delicatamente. Io assecondai il bacio e lui introdusse la sua lingua dentro la mia bocca. Il bacio divenne sempre più spregiudicato e le nostre mani si impadronirono dei rispettivi corpi. Mio nonno infilò le mani sotto la mia maglietta toccando il mio corpicino da adolescente mentre io pensai subito a toccare il suo cazzo. Il suo enorme cazzo. “Andiamo dentro”, mi disse e girandomi mi prese per una chiappa e mi accompagnò verso la porta. Entrati in casa, iniziò subito a togliersi gli stivali già slegati e a sbottonarsi la camicia. Io mi tolsi le sneakers e i pantaloni. Ugo si tolse la camicia mostrando il suo meraviglioso fisico ma quando fu il momento di togliersi i pantaloni, gli dissi che volevo pensarci io. Mi avvicinai a lui, mi abbassai ed aprii la zip. I pantaloni scesero di colpo mostrando davanti a me un meraviglioso cazzo avvolto in un boxer grigio. Mio nonno si tolse i pantaloni aiutandosi con i piedi ed io mi aggrappi alla sua mutanda e gliela tirai giù. Ne venne fuori un cazzo maestoso, grosso, dalla cappella a fungo e due palle che sembravano palline da ping pong. Subito aprii la bocca e iniziai a lavorarmi quel cazzone. Mio nonno gemeva e per la prima volta non lo vedi come il padre di mio padre ma ...