1. Il fidanzato di mia sorella 4 - ricordi adolescenziali 1


    Data: 11/07/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: FRANK_1987

    ... come il mio maestro del sesso.
    
    “Hai una bocca stupenda”
    
    “Grazie nonno”
    
    “Minchia mi fai eccitare così. Sono in piedi a casa mia mentre mio nipote me lo sta succhiando”
    
    “Nonno, nonno, nonno, nonno...” iniziai a ripetere io per continuare ad eccitarlo fino a quando me lo tolse dalla bocca, mi alzò per le spalle e mi buttò sul divano. Ugone, come lo chiamai io da quel giorno in poi, mi tolse la maglietta e le mutande ma non si prese mai cura del mio cazzo perché secondo lui leccare un cazzo non fa parte delle cose che deve fare un attivo verso un passivo. Che sciocco eh? Si dedicò invece a toccarmi il torso e leccarmi i capezzoli.
    
    “Sono ancora meglio di quelli di Silvio”
    
    “Chi e’ Silvio?”, gli chiesi
    
    “Ti ricordi il ragazzo che veniva a lavorare qui nel weekend? Il figlio del sindaco. Anche lui aveva una propensione per il cazzo, soprattutto per i miei 25cm. Poi si iscrisse all’università e persi le sue tracce ma finalmente ho scoperto te”, continuava a dire mio nonno mentre mi leccavi i capezzoli e toccava il mio corpo fino a quando mi girò e mi fece alzare il culo.
    
    “Nonno vuoi scoparmi?”
    
    “Certo che voglio scoparti tesoro di nonno”
    
    “Ma tu sei il primo per me e con quel mostro di cazzo mi rovinerai”
    
    “Se ascolterai i miei suggerimenti non ti farò del male e poi e’ un bene che sia io il primo che ti svergina. Così le cose restano in famiglia”
    
    Quella frase mi aveva tranquillizzato. Di sicuro essendo mio nonno sarebbe stato più delicato rispetto ad ...
    ... un camionista incontrato in un autogrill e che voleva solo scaricarsi i coglioni. Ugone iniziò a leccarmi il buchetto. La sua lingua sulle mie carni mi davano una sensazioni che non avevo provato prima fino a quando non avvicinò una delle sue grandi dita e me la ficcò dentro.
    
    “Aaaaah”, gridai come se mi avessero colpito con un coltello “avevi detto che saresti stato delicato”
    
    “Quando ti infilerò il mio cazzo ma dato che non ne hai mai preso uno in vita tua e’ normale che se si infila una cosa in un posto dove di natura non si dovrebbe infilare niente, questa cosa ci fa male. Ma vedrai che il dolore passerà”
    
    Aveva quasi ragione. Iniziai ad abituarmi ad avere il suo dito dentro al culo fino a quando non infilò anche il secondo.
    
    “Ahi nonno”
    
    “E che cazzo ma stai un po’ zitto. Meno male che siamo in aperta campagna altrimenti ti avrebbero sentito tutti”
    
    “Ma mi fai male”
    
    “Ti ho già detto che ti passerà”
    
    Nonno Ugo muoveva le sue dita dentro il mio culo a mò di chiavata. Ogni tanto le toglieva e mi leccava il buchetto per poi inserirle di nuovo ed aveva ragione: cominciavo ad abituarmi ad avere un corpo estraneo dentro al retto.
    
    “E’ arrivato il momento”, disse mio nonno allontanandosi.
    
    Poco dopo lo vidi tornare con un flacone di gel in mano e si mise con le ginocchia sul divano proprio dietro di me. Sentivo che si spargeva il gel sul cazzo e poi una sensazione fredda sul mio buchetto. Una sensazione fredda che subito lasciò il posto ad una più calda visto ...
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