1. Villaggio di houer capitolo 7


    Data: 12/07/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: prossi

    ... signor padre, probabilmente irritato dalle parole beffarde di Jo, mi strappò letteralmente la verga dalle mani e terminò lui con la sua forza, molta più di quanta ne avessi io, ma Jo non terminò di rispondere ai suoi colpi alla stessa maniera:
    
    “Più forte, signor padre, mi piace.”
    
    Io e Jo eravamo sfiniti. La giornata era stata lunga e per la maggior parte di essa eravamo stati felici, da soli, lassù, alla casa verde, e laggiù, sulle acque del fiume Vender. Anche il signor padre era esausto nel suo volto, ma la sua stanchezza aveva le sembianze della sconfitta.
    
    Ci mandò in camera a riflettere, ma quella sera qualcosa cambiò nei nostri rapporti. Avevamo portato alla conoscenza del signor padre la nostra contestazione benché ironicamente, ma proprio per questo, più mordente.
    
    Trascorsero tre settimane tra divieti vari, ramanzine e colpi di verga. Il signor padre cercava di raddrizzarci la schiena senza riuscirci. Il nostro amore era bagnato dalle nostre lacrime e dal nostro sangue, ma non avevamo scampo. C’era in noi una voglia di ribellione che mostravamo con la nostra ironia, con le nostre assenze improvvise, quando girovagavamo in cerca di pace nei dintorni del villaggio e mancavamo fino a sera, ma non ci siamo mai opposti alle punizioni. Ci sottomettevamo ad esse, non per debolezza, ma per dimostrare la nostra forza pacifica, il rispetto biblico per il padre anche se sapevamo di subirle ingiustamente.
    
    Nel giorno della Pentecoste, era usanza andare all’oasi ...
    ... tutti gli abitanti del villaggio. Noi ragazzi si giocava all’aria aperta o si faceva il bagno e si cacciava rane. Gli uomini preparavano il fuoco e le donne da mangiare. Era una delle poche giornate di allegria collettiva del villaggio. Nel pomeriggio, dopo la grande abbuffata, i grandi ballavano al suono di una fisarmonica. Fu in quel momento della giornata che mio fratello mi fece cenno di volermi parlare in disparte.
    
    “Andiamo nel bosco?” gli chiesi.
    
    “No, preferisco che non ci allontaniamo e che ci vedano.”
    
    “Che c’è Jo? ti vedo nervoso.”
    
    “Io scappo!”
    
    Diventai di colpo nervoso pure io. Come quando certe cose sai che te le puoi aspettavate da un momento all’altro, ma continui a vivere come se non dovessero arrivare mai. E quando si presentano davanti ti senti impreparato, stupito o solo frastornato.
    
    “Quando?”
    
    “Adesso.”
    
    “Come e dove?”
    
    “Domattina Roman e suo padre portano i maiali in città. Mi nasconderò sul loro carro. A Brema prenderò il treno per Berlino.”
    
    “Con quali soldi.”
    
    “Gustav mi ha prestato dei soldi.”
    
    “Gustav?”
    
    “Si, lui mi sta aiutando.”
    
    Lo guardai perplesso e pensieroso.
    
    “Non preoccuparti. Gustav ormai è solo un amico.”
    
    Annuii prima titubante e poi più decisamente.
    
    “Vengo anch’io.”
    
    “No, Mark, non ce la possiamo fare in due. Temo già per me.”
    
    “Allora non ci vedremo più?”
    
    Jo mi sorrise per tranquillizzarmi e mi disse:
    
    “Mark, non ti sbarazzerai così presto di tuo fratello. Ci siamo fatti una promessa, ricordi? ...
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