1. Villaggio di houer capitolo 7


    Data: 12/07/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: prossi

    ... Staremo uniti per sempre.”
    
    “E allora?”
    
    “Gustav mi aiuterà a trovare un lavoro e un tetto a Berlino. Appena mi sarò sistemato, verrò a prenderti.”
    
    “Giuralo!”
    
    “Non ti fidi di me?”
    
    “Mi fido di te, ma giuramelo lo stesso prima che mi metta a piangere.”
    
    “Ti prego, mantieni la calma. Non devono sospettare. Fidati di me, ti verrò a prendere appena possibile, te lo giuro, amore mio.”
    
    “Andrai via domattina?”
    
    “No, scappò adesso.”
    
    “Adesso, e perché? Puoi stare fino a domattina, ti alzerai all’alba prima che Roman parta per Brema.”
    
    “No, Mark. Sparisco adesso. Lasceremo pensare che mi sono allontanato nei boschi e che mi sia successo un accidente, altrimenti, il signor padre capirà che tu sai e ti bersaglierà di domande e vergate.”
    
    Aveva ragione. Era meglio che fuggisse adesso, tra la confusione della festa, durante le danze e la musica.
    
    “Non ci salutiamo nemmeno con un bacio?”
    
    “Mark, in questo momento mi appari così bello che ti scoperei come un Dio, ma non possiamo correre il rischio che ci vedano. Ci rifaremo poi.”
    
    “Un bacio, amore mio, solo un bacio.”
    
    Jo mi prese la mano e mi portò dietro un grosso albero e lì ci demmo l’ultimo veloce baciò prima della sua fuga.
    
    Poi Jo si volle far vedere ballare e cantare, nessuno sapeva fare quelle cose meglio di lui, prima di sparire alla vista di tutti e di me.
    
    Quando, alla fine della scampagnata, ci si accorse dell’assenza di Jo, furono tentate delle ricerche, ma invano.
    
    Per tre giorni, il ...
    ... signor padre organizzò delle battute alla sua ricerca, senza esito però. Si pensò al peggio, che si fosse allontanato in un luogo impervio e fosse caduto in una scarpata o in un precipizio o chissà, forse alla fine sbranato dai lupi. Il signor padre non si diede pace e chiese ed ottenne dal Barone altri uomini per battere palmo a palmo anche le alture e le grotte, ma non servì a nulla.
    
    Non so dirvi se tanta caparbietà fosse dovuta a sincero amore paterno o a squisito senso del dovere, dal bisogno di dare agli abitanti del villaggio l’immagine di un Pastore e di un padre addolorato, ma non rassegnato alla scomparsa del figlio; anche perché era cominciata a girar voce che Jo si potesse essere suicidato e, se questa voce fosse stata accertata o se non si fosse provato il contrario, per il signor padre sarebbe stato un duro colpo passare per un Pastore la cui pecorella preferita gli fosse sfuggita di mano.
    
    So, però, che il suo viso già di per se austero si tinse di cupezza nei giorni che seguirono e aumentò la sua solitudine passata all’interno del suo studio. Un po’ mi faceva pena, un po’ pensavo che se la meritasse quella punizione. Almeno adesso, mi dava sollievo sapere che provasse un po’ di umana disperazione e che non fosse completamente di ghiaccio.
    
    In ogni caso, per me, egli rappresentava colui che avrebbe indirizzato la vita mia e quella di Joshua verso il buio, la grettezza, l’abulia emotiva con la costante e pressante presenza del senso di colpa. Saremmo finiti ...
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