1. Villaggio di houer capitolo 7


    Data: 12/07/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: prossi

    ... come lui, ad educare i nostri figli a forza di filippiche e vergate, nella piena convinzione di essere nel giusto, come da comando divino. Se non fosse stato per Joshua, io non mi sarei divincolato dai suoi imbriglianti e asfissianti tentacoli, mi sarei assoggettato ai suoi schemi educativi supinamente, prima subendoli, poi accentandoli e infine adottandoli. Egli aveva sbarrato la strada della felicità mia e di Joshua e ancora costituiva un pericolo. Non potevo fidarmi di un suo ravvedimento, non era uomo da fare passi indietro.
    
    La mente del signor padre si concentrò sulla fine di Joshua, egli non si dava ragione e questo mi permise di vivere in pace, a parte quelle volte che voleva che gli ripetessi per filo e per segno quando e dove avessi visto Jo l’ultima volta. Era una domanda che rivolgeva a tutti e da tutti riceveva la stessa risposta: “Stava ballando con noi tutti e poi non l’ho visto più.”
    
    Non ricevetti più vergate, almeno per un po’ di tempo, e, d’altra parte, da quel dì, ritornai al mio candore fanciullesco. Mi mancava Jo, immensamente, ma non mi veniva voglia di masturbarmi al suo pensiero, l’avrei sentito come un atto dissacrante e blasfemo. Lo sognavo ad occhi aperti riportando alla mente i momenti più belli ed emozionanti vissuti assieme, sognavo che ritornasse presto, ma rimasi puro in sua attesa.
    
    “Poi ci rifaremo” pensavo.
    
    La signora madre venne consolata dalle donne del villaggio che per due settimane si alternarono per farle compagnia e ...
    ... portare vivande. Ella aveva perduto la sua solita freddezza, ma anche di lei non potevo fidarmi. Sembrò una lunga veglia funebre.
    
    Un mese dopo, il signor padre celebrò i funerali di Jo nella chiesa del villaggio, alla presenza di tutti gli abitanti. Io ero, oltre Gustav, l’unico a sapere che Jo era vivo, ma sentire parlare di Josh al passato mi angosciò al punto di svenire in chiesa.
    
    Trascorsero tre mesi prima di avere notizie di Josh attraverso Gustav quando lui venne a trascorrere qualche giorno al villaggio.
    
    “Tuo fratello è un pazzo – mi disse – Lo dico in senso buono, naturalmente. Si è ambientato benissimo a Berlino e si è fatto assumere come aiutante da un noto pittore. Per il momento, però, non è in grado di venire a prenderti, ma verrà quanto prima, appena le sue economie glielo permetteranno. Adesso dipende ancora da me, gli passo del denaro, ma presto comincerà a guadagnare bene. È uno che ci sa fare, Mark.”
    
    Quel “ci sa fare” mi punse il fegato.
    
    Cosa voleva dire?
    
    Da quando Jo mi aveva raccontato che era stato Gustav ad iniziarlo al sesso, non riuscivo a guardarlo senza patire un amaro senso di gelosia. Mi chiedevo se a Berlino, Jo avesse mantenuta la mia stessa purezza o se non avesse ceduto alla tentazione, magari unendosi a Gustav in giochi perversi.
    
    No, questo non era possibile. La mia mente, essa si perversa, dimenticava l’atto di fedeltà di Josh. Il mio amore non mi avrebbe mai tradito.
    
    E se fosse stato Gustav a tentarlo?
    
    Egli era pur ...
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