1. In volo


    Data: 19/07/2020, Categorie: Etero Autore: 1948

    Aria calda soffiava dall’interno dell’isola e sul piazzale dell’aeroporto si vedevano delle macchie bianche che si muovevano insieme all’aria calda. Le auto che passavano nelle strade intorno all’aeroporto sembravano galleggiare ed anche sparire come risucchiate da quelle chiazze bianche dovute alla calura opprimente dei primi giorni di agosto.La mia mansione è rampista in un aeroporto commerciale. Nel piazzale c’era molto movimento dovuto all’intenso traffico di aeroplani carichi di turisti; bagagisti, tecnici di linea, supervisori ed anche piloti che giravano intorno ai propri aeroplani per fare le rituali ispezioni.Il rumore degli ausiliari unito a quelli degli impianti di raffreddamento dei freni era veramente alto.Vedevo in lontananza il personale di terra che si affaccendava per dare i servizi indispensabili alla ripartenza dell’aeromobile.Non ero stata assunta stabilmente ma era già da quattro anni che facevo d’estate questo mestiere e ritenevo parte della mia famiglia lavorativa il personale che ci lavorava; ne osservavo la dedizione e la passione sul lavoro nonostante le condizioni che altri lavoratori giudicherebbero proibitive come quelle di questa estate.Fino ad ora tutto è filato liscio e nulla è andato storto.Il mio compito è assistere l’aeroplano e quindi devo salire e scendere su un aereo e giù da un altro man mano che arrivano e partono ad assistere l’equipaggio dal momento dell’apertura del portello di accesso fino al rilascio con il push back e ...
    ... l’accensione motori.I quei momenti si spera sempre che ogni problema sia stato risolto, ogni anomalia rientrata seguendo le procedure stabilite, tutto insomma nel migliore dei modi fino a ieri, giorno del rientro a casa.Io abito nel nord Italia ed alla fine del mio periodo di lavoro torno per qualche giorno a casa. Insieme a me altre persone che lavorano qui e nell’attesa di salire a bordo gioivamo convinti di tornare a casa alla sera.Tutti aspettavamo l’annuncio di chiamata per l’imbarco per poi salire a bordo ma avevo un presentimento non bello; infatti quando mancavano circa 10 minuti alla chiamata la porta del finger si aprì ed in quel momento il mio sesto senso già aveva mi dava la sensazione che qualcosa non sarebbe andato per il verso giusto.Un collega con un foglio in mano con un responsabile della compagnia aerea ci informava con aria dispiaciuta che uno di noi sarebbe dovuto rimanere a terra fino all’indomani. Infatti uno dei posti a bordo sarebbe stato occupato da un tecnico che doveva assolutamente andare a fare assistenza tecnica in un altro aeroporto ed essendo l’aeroplano completo in ogni posto uno di noi dipendenti avrebbe dovuto cedergli il posto a bordo.La discussione non fu serena, anzi fu molto agitata, ma alla fine sono stata io a rinunciare a prendere quel volo ed aspettare la partenza con il primo volo il giorno successivo.Ciò ha reso il mio umore era davvero pessimo.Era dal giorno prima che assaporavo il rientro a casa, dopo quattro settimane di lontananza. ...
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