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In volo
Data: 19/07/2020, Categorie: Etero Autore: 1948
... tornano in mente. Mi pare che lui abbia un’età tra i trenta e trentacinque anni mentre io ne ho trentotto.Gli chiedo di darmi del tu.Lo ascolto mentre mi spiega che sta andando a fare un corso di aggiornamento di volo su nuovi aeromobili. Di queste cose ne sono profana e molto ignorante e gli spiego che non me ne intendo affatto. Intanto il rumore dell’aereo aumenta e per un movimento subconscio accavallo le gambe davanti ai suoi occhi che diventano interessati, imbarazzati ed eccitati. In effetti non sono molto vestita. Una canotta bianca ed una semplice mini gonna scura, una camicia di lino bianca aperta tanto da mostrare il solco fra le tette, sandali neri a tacco alto e la collana di perle vere mio gioiello preferito. Prima di lasciare la mia abitazione per avviarmi in aeroporto ho spruzzato sulla mia pelle il mio profumo preferito.Il decollo è avvenuto e la conversazione non è terminata; siamo seduti l’uno di fronte all’altro.Mentre parla della sua carriera, dei corsi, degli esami, delle dure prove cui devono sottostare i piloti quotidianamente, osservo il suo corpo ben proporzionato, le gambe allargate, le sue spalle quadrate e dritte ed un petto che avrei voluto accarezzare nudo.Fingo di ascoltarlo attentamente mentre lascio che il suo sguardo scivoli a cercare le mie tette trattenute dal un reggiseno nero in cui colore è ben visibile dal tessuto della camicetta bianca.Mi chino per accarezzarmi le gambe, ridendo verso di lui, facendo sì che le mammelle si posino sulle ...
... mie ginocchia offrendo volutamente alla sua vista tutto ciò che posso.I suoi occhi brillano. Mi inumidisco le labbra con la lingua, seguendo il suo stesso movimento che è aumentato. Continuo ad accarezzarmi le gambe con un dito, giocherellando con un braccialetto d’argento che cinge la caviglia e che ho indossato per andare in spiaggia, risalendo fino all’incavo del ginocchio e ancora più su fin dove l’orlo della gonna è salito per quella scomoda posizione e che io non ho voluto appositamente abbassare.I suoi occhi seguono ogni mio movimento.Le poltrone non sono molto comode e sfrutto ciò come scusa per cambiare posizione allungando le gambe, stendendole verso di lui. Poggio la schiena alla spalliera portando il petto in avanti e sollevando le braccia per distendermi facendo svettare fuori dalla camicia le mammelle che non vedono il momento in cui le toccherà. In effetti sono coperte dietro un sottile telo di cotone e sono già nude per lui. Nell’allungare le gambe ho fatto sì che i nostri piedi quasi si tocchino ed in particolare il sinistro a cui ho tolto la scarpa e che nudo tocca la sua scarpa.Abbiamo smesso di parlare.Lentamente, quasi a rallentatore, i suoi occhi mi spogliano, risalendo lungo le gambe e cercando di curiosare sotto la gonna nera. Sento il suo desiderio crescere, lo immagino dentro i pantaloni, premere contro il ruvido tessuto per uscire, allo scoperto finalmente. Voglio i suoi occhi nei miei. Voglio le sue mani addosso, la sua lingua tra le labbra, tra le ...