1. I vantaggi dell'inesperienza, altrui


    Data: 20/07/2020, Categorie: Etero Autore: scopertaeros69

    ... doccia ti aspetto in camera da letto.” Non me lo faccio ripetere il caldo mi sfibra e ho veramente bisogno di una doccia, entro con una sorta di gratitudine sotto l’acqua calda della cipolla, malgrado fuori ci saranno trenta gradi come minimo. Termino rapidamente la doccia, adoro il fresco dell’aria che mi accarezza la pelle dopo, attraverso a piedi nudi, lo spazio living che dà accesso allo studio da un lato e alla camera da letto dall’altro. La porta e socchiusa e l’ambiente è reso gradevole dalle serrande abbassate, ma non del tutto, lasciando che un po’ d’aria e luce passi dalle finestre aperte, lasciando il tutto in una sensazione di gradevole penombra. Manuela non ha perso tempo, è distesa nuda sul letto, ad occhio e croce credo abbia cambiato le lenzuola di fresco, si sta accarezzando il seno e la fica curata, ma non rasata del tutto. Stende una mano verso di me in un tacito invito a raggiungerla, ed io non la faccio attendere oltre, le nostre bocche si uniscono in un primo bacio, una sorta di gioiosa lotta dove una lingua cerca di invadere la bocca dell’altro...che posso fare? Cedo alla violenza, ovvio. Trovo profondamente erotico ed eccitante, percepire l’eccitazione crescente della mia partner, tutto in lei in questo momento odora di sesso, del bisogno di soddisfare un piacere solo accarezzato, ma non addentato. Le sue dita mi accarezzano la testa mentre digrado al suo mento, passando al collo e fermandomi lungamente sui suoi seni; le sue mani dapprima ...
    ... premurose e gentili ora mi tengono la testa guidandola giù , in quella discesa che mi porterà dall’incavo tra le tette, giù attraverso l’ombelico fino alle grandi labbra della sua fica umida ed aperta. Una sorta di seconda bocca da baciare, anzi una bocca che sembra voler quasi mangiare la mia , dopo i primi stimoli della lingua intorno ad essa. Assaporo la lussuriosa, dolce protervia dei suoi polpastrelli sulla mia nuca che spingono inesorabili verso il centro di sé. Non conto i minuti, non sento lo scorrere del tempo, ma ascolto avido ogni suo cambiamento nel respiro, ogni singola contrazione muscolare sotto le mie mani, contro le mie guance, ogni ansito via via sempre meno accennato. Il clitoride, impertinente ciliegina, si offre alle mie labbra che lo accolgono succhiandolo piano, in una sorta di strana fellatio. Le ginocchia si sollevano appoggiandone l’incavo sulle mie spalle, i talloni dei suoi piedi mi sfiorano i glutei, dapprima e poi si piantano in essi quando la fica mi si incolla al viso fin quasi a soffocarmi. La porto vicina a crollare diverse volte, ma mi arresto ogni volta per ricominciare dopo poco in un frustrante “tira e molla”. Quasi mi scacci ad un certo punto...azz ho perso il mio tocco magico? Rimango nel dubbio finché lei non decide di mettersi a cavalcioni del mio viso per poter meglio spingermi la fica in faccia, in bocca e scoparsi contro le mie labbra. Di nuovo perdo la cognizione del tempo, sino alla sua venuta che data la posizione non mi permette di ...