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L'odore di un gay
Data: 23/07/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: Salvo1923
Ciao a tutti. Ecco il terzo capitolo, come al solito spero vi piaccia. SI concentra più che altro su pissing e piedi che ho introdotto a grande richiesta di molti di voi che mi avete scritto. E poi naturalmente tanta sana umiliazione verbale ;-)Grazie per tutte le vostre email, vi prego continuate a scrivermi a naughtyb NB: Tengo sempre a precisare che quello che leggete non vuole in alcun modo offendere nessuno. NESSUNO! Le donne e gli omosessuali, per cui provo, nella realtà, il massimo rispetto e, in più di un caso, sincero affetto, sono in genere i più vessati e maltrattati nei miei racconti ma, ripeto, si tratta solo ed esclusivamente di finzione. Quello che scrivo non rispecchia minimamente le mie opinioni su alcuna categoria, è un banale trastullo erotico, parole buttate giù per eccitarmi e far eccitare chi ha voglia di leggere, senza alcun tipo di pretesa. Non prendetemi sul serio, ragazzi, è solo un gioco anche se molto divertente, ma solo un gioco :-) Enjoy... Quella notte dormì malissimo. Dentro di me portavo un misto di disperazione, rabbia ed eccitazione. “Domani comincia il divertimento...” mi aveva detto David. Che voleva dire? Che cosa mi avrebbe fatto? Che cosa mi avrebbe fatto fare? Migliaia le ipotesi che mi frullavano in mente ma il problema era che, per quanto mi sforzassi, non riuscivo ad immaginare una tortura peggiore di non potergli più succhiare il cazzo. Era inutile, non ci riuscivo. Avrei fatto veramente di tutto purché me lo ...
... permettesse. Soppesai la situazione decine di volte durante le mie ore d’insonnia e arrivai sempre alla solita conclusione. Ero in trappola. Anche se in qualche modo fossi riuscito a resistere alla mia schiacciante lussuria (alquanto improbabile) a questo punto mi avrebbe comunque sputtanato di fronte ai nostri amici se non avessi fatto quello che voleva. Avrei potuto negare tutto ovviamente ma non avrebbe fatto alcun tipo di differenza: era la sua parola contro la mia e tutti avrebbero creduto a lui. Ero in trappola. Non potevo far altro che subire le sue angherie, i suoi insulti e quant’altro avesse in mente nella speranza che avesse pietà di me e usasse la mia bocca invece di farsi le seghe. In trappola... in trappola... in trappola... continuai a ripetermelo fin quasi all’alba, poi mi addormentai. Qualche ora dopo suonò la sveglia e io aprì gli occhi distrutto. Nonostante la sera prima mi fossi fatto una lunga doccia e mi fossi lavato i denti per quasi dieci minuti per cercare di eliminare il sapore amaro ed acido che avevo in bocca, lo sentivo sempre. Era una mia impressione probabilmente ma mi sentivo come se m’avesse marchiato, come un cane fa col territorio. Mi alzai dal letto e mi vestì: t-shirt e pantaloncini sportivi, avevamo una partitella di basket poco dopo. Era buffo notare come delle cose che uno aspetta con gran piacere possano perdere completamente la loro importanza se accade qualcos’altro che ti occupa la mente. Andai in bagno a lavarmi i denti, ricordo ...