-
L'odore di un gay
Data: 23/07/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: Salvo1923
... che mi facevano un po’ male le gengive da quanto li avevo spazzolati la sera prima. Mi sciacquai il viso e mentre me lo asciugavo mi guardai allo specchio. “Ma dai, forse mi sto preoccupando troppo...” mi dissi con un bagliore di speranza che piano piano mi si riaccendeva in fondo al cuore “...in fondo è David... siamo cresciuti insieme... è... è un amico... è vero è un po’ arrogante ma non è uno stronzo totale... magari vuole solo giocare a fare il padroncino per una settimana o due, poi tutto tornerà come prima...” cercavo di convincermi che sarebbe andato tutto bene anche se mi tornavano in mente i suoi occhi, il suo viso efebico, dai tratti dolci, il suo sorrisetto di scherno e la mia mente vacillò di nuovo rinnovando l’angoscia. Scesi al piano di sotto e salutai i miei. Mia madre si stupì quando le dissi che non avrei fatto colazione (non saltavo mai un pasto) ma al pensiero di buttare giù qualunque cosa il mio stomaco si chiudeva. Uscì di casa. Era un’altra caldissima giornata, niente di nuovo per chi, come noi, era cresciuto lì a Buckeye (Arizona) in pieno deserto. Feci i pochi passi che mi separavano dall’abitazione di David. Passai di fianco al garage dove poche ore prima avevo pianto tutte le mie lacrime. Non c’erano macchine nel vialetto, suo padre era ovviamente in ufficio ma anche sua madre doveva essere fuori. La cosa mi agitò un pochino ma era inutile indugiare: se non subito, saremmo comunque rimasti soli appena usciti di casa. Deglutì ma mi resi conto ...
... di avere la bocca secca. Salì nervosamente i tre gradini per arrivare alla porta e bussai: “Dave! Sei pronto?” lo chiamai cercando di sembrare il più naturale possibile, come se il giorno prima non fosse successo niente. Dopo pochi secondi la porta si aprì e mi trovai Jake davanti. Mi sorrise, crudelmente perfetto, come faceva sempre: “Dave! C’è il tuo leccapiedi!!” disse allegro a voce alta. Per un momento mi prese il panico. Possibile che gli avesse raccontato tutto? Ma poi pensai che, tutto sommato, questo era un comportamento più che normale per Jake quando i suoi non c’erano, mi sfotteva sempre sul fatto che andassi sempre dietro a suo fratello come un cagnolino. “Fallo entrare!” fu la risposta. “Entra sfigato! Hahaha!!” entrai e feci per chiudere la porta ma lui mi fece cenno di non farlo. Stava uscendo, si mise a tracolla il borsone della palestra e urlò: “A dopo bello! Fai il culo a tutti alla partita, mi raccomando!” a suo fratello. “Ok J! Ci vediamo dopo!” mi ignorò completamente ed uscì sbattendosi la porta alle spalle. “Dave!” lo chiamai con voce non del tutto stabile. “In cucina!” lo trovai che stava finendo di fare colazione. Alzò gli occhi dalla sua tazza di cereali e mi fece un sorriso da un’orecchio all’altro. “Ciao SCHIAVO!!!” lo disse con voce molto più alta del necessario. Gli piaceva usare quella parola. “Ciao...” gli dissi piano aprendo la bocca a malapena. “Hahahaha!!! Allora come hai dormito?” Mi schiarì la gola prima di ...