1. L'odore di un gay


    Data: 23/07/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: Salvo1923

    ... perfido.
    
    “Si...” gli risposi poco più che un sussurro. Ridacchiò di nuovo facendo finta di riflettere:
    
    “Dunque... fammi pensare... mmmmm.... direi per tutto il cazzo di tempo che voglio amico, hahaha!! Ti va bene come risposta? O forse preferisci... fin quando non mi sarò rotto le palle di usarti, huh? Scegli tu, per me è uguale, hahahaha!!!” non che mi aspettassi qualcosa di molto diverso ma il suo tono non addolcì minimamente la pillola e sentirlo fu un’altro colpo durissimo.
    
    “Ok... va bene.... è giusto...” gli dissi, un po mestamente, mettendo la tazza nel lavello. Mi sorrise annuendo e guardandomi trionfante per qualche secondo.
    
    “Bravo amico, hai capito come funziona!” poi salì le scale. Mi aveva messo in una posizione peggiore di quella che credevo. Come se la mia lussuria non fosse abbastanza per schiavizzarmi! Adesso con le sue parole era riuscito a creare un enorme circolo di colpa dentro di me, che mi schiacciava a terra e mi rendeva suo anche, e soprattutto, a livello mentale. Doveva averci pensato tutta la notte, o forse gli era venuto spontaneo dire quelle cose? Non seppi mai la risposta. Non che avesse importanza naturalmente, il punto era che mi teneva per le palle ed ero stato io a permetterglielo.
    
    Misi a posto le cose sulla tavola e la pulì con una spugnetta. Dopo qualche minuto ricomparve in cucina con due borraccette, di quelle che si usano quando fai sport, per gli integratori. Me ne lanciò una.
    
    “Tieni amico, questa è per te, ti servirà ...
    ... là fuori, suderemo come maiali!” La afferrai contento di vedere che la nostra routine non era cambiata. Portava sempre una borraccia per me, perché sapeva che io me la sarei dimenticata, succedeva ogni volta che facevamo una partita. Gli sorrisi con una certa sorpresa:
    
    “Grazie amico...” lui scrollò le spalle mentre ridacchiò un:
    
    “Figurati...” era piena e io avevo sete e mi ci attaccai, un po’ sollevato. Un liquido caldo e acido mi inondò fiero la bocca e la mia speranza si inabissò di nuovo. Lo buttai giù ma avrei voluto vomitare. Mi sorrideva diabolico:
    
    “Dave, ma di cosa l’hai riempita?” sapevo già la risposta ma mi eccitai quando, con tutta l’arroganza che gli era propria mi disse:
    
    “Di piscio amico, mi sembra ovvio, hahahaha!! Che ti aspettavi la solita coca? Hahaha!! Te l’ho detto ieri sera, vederti bere quello schifo è uno spasso senza precedenti, quindi ho deciso che lo farai di continuo! Contento?! Hahaha!!!” rimasi a bocca aperta come uno scemo.
    
    “Abituati amico, è la bevanda perfetta per te! Ho appena finito di riempirtela...” si aggiustò soddisfatto il pacco “...e dovrà essere vuota entro la fine della partita, capito? Hahahaha!!!!” Rimasi imbambolato come uno stoccafisso mentre lui si mosse verso la porta.
    
    “Dai checca muoviti!” lo seguì in silenzio.
    
    Pedalammo fino al campetto da basket dove trovammo tutti i nostri amici che ci aspettavano. Giocammo per circa due ore. Il caldo era terribile e, come sempre, sudammo copiosamente. Ricordo bene che ...
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