1. L'odore di un gay


    Data: 23/07/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: Salvo1923

    ... quell’odore che adesso, lo capivo, mi eccitava quasi quanto quello delle sue mutande.
    
    “Lo sai? Mi piace pestarti la faccia Andy, non riesco a pensare a un posto migliore dove massaggiarmi i piedi dopo una bella partita hahaha!! Mi dispiace solo di non averlo fatto prima! Hahaha!!!” mi dette una leggera pedata sulla guancia “Perché non me l’hai detto prima, checca?!? Se l’avessi saputo avrei cominciato ad usarti quando avevamo sei o sette anni! Che spasso!! Ci pensi a quanto mi sarei divertito in tutti questi anni? Huh? Hahaha!!!” Si David, ti prego continua ad umiliarmi, mi ritrovai a pensare, spaventato da quello che il mio cervello mi faceva provare “...adesso devi ripagarmi di tutto il tempo che mi hai fatto perdere, hahaha!!!!”
    
    Com’era accaduto il pomeriggio prima non avevo più i freni inibitori necessari per contrastarlo anche solo minimamente così mormorai:
    
    “Mi dispiace... mi dispiace...” accolto come sempre dalle sue risate. Dopo qualche minuto di quel trattamento Dave mi mise il piede destro sulla fronte e per un attimo vidi di nuovo il suo viso diabolico. Mi sorrideva mentre si toglieva il calzino sinistro:
    
    “Tira fuori la lingua frocetto!” lo feci senza esitare. “Bravo! Assaggia questo! Hahaha!!” Ci appoggiò sopra il tallone nudo e, muovendosi lentamente, ci passò tutta la pianta del suo piede sudaticcio, ridacchiando:
    
    “Haha! Allora com’è? Ne vuoi ancora?” Tirai dentro la lingua e lascia che le mie papille gustative fossero pervase dal suo sapore ...
    ... forte da maschio vero, quello che io non ero e non sarei mai stato. Ingoiai e, in preda all’eccitazione, gli risposi:
    
    “Si signore!” mi uscì così. Lui ridacchiò scuotendo la testa di nuovo.
    
    “Signore? Hahaha!!! Signore, huh?” sorrise sempre più malefico e dopo un paio di secondi in cui mi fissava mi disse “Già che ci sei chiamami padrone d’ora in poi, che ne dici?! Ti piace l’idea?”
    
    “Si padrone... va bene, padrone... è giusto...” non ero io a parlare ma la mia libidine che, passo dopo passo, m’intrappolava sempre di più. Lui scoppiò a ridere di nuovo.
    
    “Hahahaha!!!! Cristo amico, sei uno spasso, lo sai? Tu non vedevi l’ora di farti schiavizzare da me, vero?! Guardati! Hai il cazzo duro perché uso la tua lingua per lavarmi i piedi, hahaha!!!” il mio cervello non era in grado di formare niente di coerente in quel momento.
    
    “io...io...” fu tutto quello che riuscì a dire.
    
    “Haha!! Tranquillo, non c’è bisogno che parli schiavo! Basta che tiri fuori quella cazzo di lingua, hai ancora MOLTO da leccare, guarda che piedi lerci! hahahaha!!!”
    
    ‘Lerci’ era un lieve eufemismo: una delle cose che gli avevo visto fare sin da quando eravamo bambini era camminare sempre scalzo, non solo in casa ma anche nel vialetto e nel cortile dietro casa quindi le sue piante tendevano sempre al nero andante. Non gliele avevo mai viste rosa, in tutti quegli anni. Ben cosciente di tutto questo, continuò a farsele leccare, avendo cura di farmi ingoiare tutto. Ogni tre o quattro leccate si guardava ...
«12...6789»