1. Scopata in costume


    Data: 24/07/2020, Categorie: Etero Autore: Bi-rit

    ... non averne bisogno. Ma in quella situazione non potevo farne a meno, non era il caso di rischiare di andare a rovinare un vestito in velluto da mille e più euro perché mi ero voluta godere la sensazione di sentire sborra appena schizzata colarmi fuori mista ai miei umori.Aprii il preservativo, ed un attimo dopo il suo membro ritto era ben avvolto dal quella gabbia di lattice, ma per questo non certo meno invitante. Mi voltai a carponi, sollevando il vestito sopra la schiena e divaricando un po’ le gambe.“Forza, non abbiamo tanto tempo!” lo invitai, voltandomi a guardarlo “Sosta le mutandine senza togliermele”.Non ebbe bisogno di farselo ripetere, guidò con la mano la punta del suo membro fin sulle labbra del mio sesso, divaricandole un po’ con le dita, li appoggiandolo e prendendomi poi per i fianchi. Non riuscii a trattenere un gemito, quando iniziò a spingere, facendolo scivolare lentamente ma con decisione dentro di me, una spinta costante, aiutata dal quanto già fossi fradicia di umori. Infine arrivò in fondo, fermandosi un attimo, sentii la stretta delle sue mani sui miei fianchi farsi più forte, poi riprese, questa volta una spinta dopo l’altraMi scopò, per almeno cinque minuti, in quella piccola tenda, con vigore, senza mai rallentare. Potevo sentire il piacere crescere dentro di me, benché non potessi gemere o manifestarlo a dovere, troppo il rischio di essere scoperti.E al piacere che come una fiamma saliva dal mio basso ventre si aggiungeva l’eccitazione per la ...
    ... situazione, nata così, all’improvviso, a soddisfare un mio desiderio e fantasia, a ritrovarmi in un accampamento tardo medievale, scopata come una dama tutt’altro che rispettabile.E a quanto mi parve, la cosa piaceva parecchio anche a lui, perché potevo udire i suoi forti sospiri, che accompagnavano il ritmo della penetrazione, ed il suono del suo scroto che toccava il mio clitoride ogni volta che la sua rigida asta di carne scivolava nelle profondità del mio sesso.Le braccia mi cedettero, facendomi ricadere in avanti, la guancia appoggiata alla juta per terra, il suo odore che mi riempiva le narici, spinta dopo spinta, ormai incapace di trattenermi.Un piccolo grido mi sfuggì, tradendo l’orgasmo che esplosivo mi scosse il corpo, le pareti del mio sesso che si contraevano spasmodiche attorno alla sua asta di carne. Vista la situazione, probabilmente decise di non continuare oltre, lasciandosi andare anche lui di li a poco, assestandomi le ultime, secche spinte, stringendomi i fianchi fin quasi a farmi male.Lo sentii fremere dentro di me, la sua sborra calda riempire il preservativo senza che io potessi goderne come avrei voluto. Un piccolo prezzo da pagare, per quell’eccitante esperienza.Rallentò, uscendo infine, lasciando che io mi abbandonassi esausta sulla juta a terra, le labbra del mio sesso che ancora si contraevano sensibili, le mutandine fradice di umori, entrambi ansimando profondamente.“Sarà meglio tornare ora” gli dissi con un sorriso “Forse i mangiafuoco non hanno ...