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San nicola porta i doni e scaccia i diavoli?
Data: 29/07/2020, Categorie: Etero Autore: cpromagnolamatura
Diversi anni fa finalmente eravamo riusciti a ritagliarci, mio marito ed io, un fine settimana da soli e per l’occasione avevamo scelto Tarvisio per il ponte dell’8 dicembre: la neve aveva imbiancato i campi da fondo attorno ai laghi di Fusine ed anche sul versante yugoslavo (oggi Sloveno) le piste erano già praticabili. Arrivo al venerdì sera e ripartenza per casa il lunedì. Dopo una prima giornata passata interamente sulla neve fino alle quattro del pomeriggio, ci siamo rifugiati in albergo per rilassarci e progettare per la serata. Ero appena uscita dalla doccia che Carlo se ne uscì proponendomi di passare il confine perché all’hotel gli avevano riferito che sul versante austriaco, poco dopo Arnoldstein c’era un locale molto caratteristico, soprattutto in questa occasione che capitava per la festa di San Nicola. In realtà cosa significasse la festa di San Nicola non ne avevamo idea, per cui la prendemmo come una annotazione riferita al folclore locale, solo in seguito sapemmo che la notte di San Nicola, in quella parte delle montagne tra Italia ed Austria è anche nota come la notte dei Krampus. Senza quindi particolare aspettative, se non quelle di passare una serata davanti ad un caminetto e con il conforto di un boccale di birra o meglio per me di un calice di vino, ci preparammo per la serata. Mi ricordo che dato il freddo avevo indossato dei caldi pantaloni di flanella, i dopo sci ed un piumino, un filo di trucco e via. Il locale che ci avevano indicato si trovava non ...
... lontano dal confine ed era un tipico edificio di montagna, già con le luminarie di natale accese ed un parcheggio esterno con diverse macchine parcheggiate. All’entrata fummo accolti dalla tipica atmosfera di montagna, ambienti caldi, rivestiti in legno e una bella sala con al centro una grande stube ed un camino sormontato da una cappa sotto cui stava un uomo indaffarato a girar salsicce su una grande graticola girevole. Fummo accompagnati al tavolo, in un angolo leggermente defilato rispetto al centro della stanza, da una ragazza con il tipico costume austriaco, un dindrl, verde con una generosa scollatura che ne evidenziava il seno prosperoso. In effetti notai come Carlo ci avesse lasciato gli occhi dentro ed anche sul fondoschiena della cameriera, mentre questa si allontanava dopo averci lasciato i menu. “Se sei bravo, quella cosa lì ce l’ho anch’io!” gli sussurrai guardando verso la cameriera. La sala intanto si stava rapidamente riempiendo di altre coppie come noi e le cameriere svolazzavano servendo i clienti e trasportando dei gran boccali di birra. Calmato l’appetito con una gulashsuppe e nell’attesa anche noi della nostra generosa porzione di salsicce e crauti ci guardavano attorno tenendoci complici la mano sul tavolo. In effetti fu proprio Carlo a notare come le cameriere fossero molto procaci ed allegre ed anche un po’ scollacciate, forse troppo, visto che di alcune si intravedevano i capezzoli turgidi sotto la sottile stoffa della camicetta bianca che sbucava ...