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Parentesi ... e ancora parentesi ... (2)
Data: 30/07/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: reninytxis
... indietro sotto il colletto della camicia. Come ad un immaginario colpo di “crash” di un batterista, si contorse in un sussulto, lasciando scivolare il nastro del papillon, per poi riprendere lo spogliarello. Effettivamente anche a me sembrava di cominciare ad avvertire un sottofondo musicale, un sottofondo che lentamente cresceva … per poi accorgermi che Marco continuava a togliersi i suoi sfizi a mie spese: stava giocando con la manopola dello stereo. Gli lanciai una smorfia “Ah-ah muoio dal ridere!” e gli chiusi la porta della camera in faccia. Dominga, al contrario di me, non si era lasciata distrarre dallo spirito goliardico di Marco ed aveva continuato. Mi ero perso solo i primi tre bottoncini e quando arrivò alla fascia che le cingeva i fianchi portò le mani dietro per slacciarla, chinandosi verso di me per lasciarmi intravvedere nell’apertura della camicia, il reggiseno di pizzo rosa … Lanciò via la fascia e sfilò le scarpe. Infilando i pollici nella cintura dei pantaloni li spinse in basso, sempre più lentamente, fino a scoprire un paio di culottes contenitive. Mi lasciai andare ad un gesto di trionfo adolescenziale: ci avevo azzeccato! Erano come quelle che indossava mia madre quando aveva … si, insomma, le sue cose. Per fortuna Dominga mi dava le spalle in quel momento per lasciare che ammirassi due emisferi pressoché perfetti! Dietro un fianco spuntò il suo viso illuminato da quel sorriso malizioso e quell’abbinamento cominciò a far risalire il mio ...
... testosterone. Si avvicinò a me, sinuosa nel suo metro e sessanta di curve pienotte. Come faceva un uomo ad essere così femminile? -Ti spiace finire di sbottonarmi la camicia? – mi sussurrò. Sorrideva sicura di se, eppure non mi sfuggì il suo pomo che si muoveva come se deglutisse nervosa. Ma esistono donne col pomo di Adamo? Feci quello che mi aveva chiesto e finalmente la sua seconda color confetto mi apparve in tutto il suo splendore! -Toccami … - mormorò gettando la testa all’indietro ed offrendomi il ventre, che sussultò al contatto delle mie labbra e della lingua. Donna o no, la sua pelle aveva la morbidezza della seta. Le sfiorai i fianchi con le dita e lei sussultò in risposta. Le mani ne presero possesso e lentamente risalirono fino al trine del suo reggiseno. Le dita impertinenti ed incredule sondarono il contenuto, sodo e verace! Mi sentii col fiato corto. Continuai ad accarezzare quelle forme gustando il piacere che riuscivo ad infondere, mordicchiando la pelle del ventre fremente per le mie attenzioni, mentre il mio inguine fioriva per quelle nuove sensazioni. Calmo, delicatamente raggiunsi il gancetto che cedette senza dispetti. Le spalline scivolarono giù e senza sostegno le coppe rivelarono due frutti perfetti. I capezzoli, turgidi allo spasimo, erano due camei intarsiati da un maestro. Li baciai con dolcezza e lei mi circondò il capo, stringendomi al petto. L’abbracciai, lasciando scivolare le mani lungo la schiena fino ai glutei. Nonostante il tessuto ...