1. Parentesi ... e ancora parentesi ... (2)


    Data: 30/07/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: reninytxis

    ... li rivestisse, potevo apprezzarne la consistenza. Mi alzai, guardandola negli occhi, ed infilai le dita sotto il bordino elastico, allontanando dalla pelle per non farcelo strofinare mentre lo abbassavo. Mi sorrideva mentre lo facevo.
    
    -Sei bravo! – sussurrò – davvero un amante sensibile …
    
    Mi afferrò le guance e mi attirò alle sue labbra. La sua lingua era dolce, morbida. Lei fece scivolare giù le culottes … Non vidi nulla … non pensavo a nulla, perso tra le spire di quel bacio.
    
    Sentii le sue dita armeggiare con il bottone dei pantaloni, sentii il ronzio della zip … il calore delle sue mani attorno al membro che rispondeva senza esitazione. Poi le mani risalirono fino al petto e mi spinsero dolcemente. Ad occhi chiusi mi sedetti sul letto, la sue dita mi sfiorarono il collo e si fermarono sul mento. Avvertii di nuovo il tocco delle sue labbra ed aprii gli occhi dentro il sorriso dei suoi. Si drizzò e finalmente la guardai nello splendore della sua natura!
    
    Avevo davanti agli occhi un corpo decisamente, perfettamente femminile, al cui centro si ergeva un perfetto piccolo obelisco che aveva per fondamenta due testicoli perfetti e proporzionati …
    
    Li osservai per un lungo istante, poi sorrisi e mi chinai in avanti …
    
    Il sapore di un pene! Una novità assoluta. Leggermente salmastro, dalla consistenza di un giocattolo di gomma, la pelle del prepuzio che gioca tra la lingua ed il glande finché non trova la sua giusta posizione e finalmente la superficie liscia incisa ...
    ... … in quell’attimo che aveva preceduto quel bacio così unico e nuovo per me, d’istinto la mente si era svuotata ed il corpo aveva agito di volontà propria. Giocavo con la lingua attorno a quella rotondità irregolare, alternando affondi che provocassero quell’eccitante attrito di labbra lingua e palato contro la cappella e l’asta. La saliva si accumulava inevitabilmente con quel corpo nella bocca, ma risucchiarla non era affatto disgustoso: sbavare lo sarebbe stato certamente!
    
    Ero così preso che a malapena avvertivo gli ansiti ed i gemiti di Dominga: si muoveva assecondando i miei movimenti ma dolcemente, accarezzandomi la schiena, il collo, i capelli ed intrecciandovi le dita. La mie mani esploravano i suoi fianchi ed il ventre, per poi scivolare sui glutei dove affondavano le dita
    
    Non mi resi conto di quanto a lungo mi dilettai a quel gioco, o forse durò meno di quanto io immagino. Finì naturalmente, quando avvertii qualcosa di caldo e denso riempire lo spazio tra il glande, la lingua ed il palato. D’istinto accennai a deglutire: una piccola porzione del suo seme raggiunse la gola. Un sapore dolce e salato al tempo stesso, che mi ricordò il sapore dell’uovo crudo. Deglutii, ed avvertii una leggera irritazione alla gola. Quindi era questo …
    
    Lasciai andare il pene di Dominga, continuando ad accarezzarlo con la mano. Le sorrisi.
    
    -Tutto bene? – mi chiese con dolcezza. Risi imbarazzato.
    
    -Credevo peggio. – ammisi. Sfilò le bacchette dai capelli sciogliendoli in una ...
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