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Lo spettatore.
Data: 04/08/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: GSAwNSA77
Era quasi ora di tornare a casa. Anche oggi l’ombra della sua figura seduta sulla panchina che si allungava sull’erba gli indicava che erano più o meno le 18.00, ora in cui solitamente doveva iniziare a incamminarsi per prendere il bus che l’avrebbe riportato a casa per l’orario di cena. Era una persona particolare, rispettava scrupolosamente il tempo ma allo stesso tempo riusciva a non esserne schiavo, infatti quando usciva di casa non aveva mai con sé un orologio né possedeva un cellulare. Quel pomeriggio di fine maggio successe qualcosa che cambiò la vita di Gerardo, perse per la prima volta dopo tanti anni di rigore la cognizione del tempo. Gerardo era un pensionato di 76 anni, si era sempre preso cura del suo corpo e della sua mente ed era arrivato a quell’età abbastanza in forma. Aveva un fisico alto e slanciato, un po’ ricurvo a causa del peso della vita, occhi grigi sempre protetti da occhiali da sole scuri, pelle chiara e una folta chioma color cenere. Come molti anziani, viveva da solo e trascorreva le sue giornate libere da qualsiasi impegno con una regolarità, una precisione e una puntualità che facevano paura. Ogni giorno si alzava alle 7.30 in punto senza dover mettere la sveglia, si lavava, vestiva e faceva colazione con caffè e cereali. Alle 8.00 passava da Gino all’edicola a comprare il giornale e un succo d’arancia, prendeva il bus delle 8.13 e alle 8.45 scendeva alla fermata di Villa Argentina, dove entrava nel parco pubblico, faceva la sua ...
... solita passeggiata e arrivava alla sua panchina esattamente alle 9.30. Si godeva l’aria fresca, contemplava il canto degli uccelli, leggeva il giornale e beveva il suo succo. Era preciso come un orologio svizzero. Ripeteva ogni giorno la stessa routine, le stesse abitudini, percorreva gli stessi passi, giorno dopo giorno il medesimo rito da oltre cinque anni. Iniziò a essere così abitudinario da quando morì sua moglie e rimase completamente solo. Infatti, non ebbe mai figli e il suo unico fratello si trasferì all’estero con la famiglia quando erano ancora giovani. La solitudine era diventata la compagna della sua vita, ma paradossalmente non si sentiva mai solo, il parco con le sue bellezze e tutti quelli che lo frequentavano (pur non interagendo con lui) gli tenevano compagnia. Osservava le abitudini delle persone, ne decifrava i tratti caratteriali e ne riconosceva gli umori: chi aveva appena litigato con la moglie e chi aveva ricevuto una promozione o una bella notizia. Di tanto in tanto si lasciava trasportare dai ricordi del suo passato immedesimandosi nella vita degli altri. Ogni giorno frequentava quel luogo di una bellezza incontaminata, ci trascorreva l’intera giornata e vedeva tutto come se fosse uno spettatore della vita. Conosceva il parco meglio di chiunque altro: la sua morfologia, la sua storia e i suoi segreti più profondi. Non gli sfuggiva niente. Lui conosceva tutto e tutti ma nessuno conosceva lui. L’anziano passava inosservato, era discreto e non ...