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Lo spettatore.
Data: 04/08/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: GSAwNSA77
... attirava mai l’attenzione. Si muoveva tra le viuzze come un’ombra e quando si sedeva sulla sua panchina preferita, era come se si mimetizzasse con il marrone del legno. Gerardo per trascorrere le sue lunghe giornate, sceglieva sempre la stessa panchina un po’ discosta dal traffico della gente, rialzata da una leggera collinetta e schermata da qualche arbusto e due enormi platani che gli facevano ombra durante le calde giornate estive. Era talmente legato a quel posto che cinque anni prima incise sullo schienale della panchina il suo nome, come se fosse riservata per lui. Da quella posizione, indisturbato osservava i diversi punti strategici del parco: da molto lontano scorgeva i due cancelli d’accesso, quello est e quello nord da dove era solito entrare; vedeva tre dei principali sentieri che spesso la gente utilizzava come scorciatoia per tagliare due isolati della città; il parco giochi dove le mamme chiacchieravano mentre i bambini giocavano sugli scivoli e le altalene; un grande prato dove i cani a passeggio erano lasciati liberi per correre e saltare; e anche il segretissimo boschetto dei “vizi” dove la vegetazione era più fitta. Il boschetto dei vizi, come lo definiva lui, era la parte più sconosciuta e inesplorata del parco, la brava gente ci girava al largo, chi perché ignaro dei suoi segreti e chi invece sapeva e non condivideva quello stile di vita. Anche i giardinieri del parco (perlomeno quando al lavoro) non osavano entrarci giustificandosi tra loro “È ...
... pieno di rottinculo quel posto, io non mi piego a strappare erbacce lì dentro”. Per quel motivo la vegetazione poteva crescere fitta e nascondere scene e perversioni di ogni tipo che giornalmente contraddistinguevano quell’angolo di parco. Ma nulla sfuggiva agli occhi di Gerardo. Dalla sua postazione poteva distinguere chiaramente le figure di quegli uomini che durante la giornata si facevano largo tra i rami alla ricerca di una radura per gustarsi un cazzo o un culo vogliosi. Il posto era frequentato a qualsiasi ora principalmente da uomini maturi solitamente sposati con l’incessante bisogno di trasgredire, ci andava anche qualche giovane e occasionalmente si vedevano anche travestite e mercenari che però desistevano subito perché non trovavano terreno fertile. A Gerardo piaceva scrutare i movimenti di quell’anfratto peccaminoso. Ogni tanto gli capitava di pensare a quanto non avesse vissuto appieno la sua vita, quante cose si era perso. Era sempre stato un brav’uomo, dedito al lavoro e fedele alla moglie, mai un cornino né con un’altra donna né tanto meno con un uomo. Anche se un pensierino in passato l’aveva già fatto. Quella mattina non successe un granché, fino all’ora di pranzo fu tutto abbastanza tranquillo e Gerardo potette leggere il giornale in pace senza troppe distrazioni. Gli avventori del boschetto si alternavano, chi entrava in gran segreto senza farsi notare, faceva un veloce giro tra gli arbusti e abbandonava subito la scena per paura di essere visto, e chi ...