1. Lo spettatore.


    Data: 04/08/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: GSAwNSA77

    ... biondino dall’aria innocente sussultava a ogni penetrazione scandita da qualche manata ben assestata sulle chiappe. Sembrava di assistere alla versione pornografica di “Masha e l’Orso”, cartone animato che probabilmente caratterizzò anche l’innocente infanzia del giovane.
    
    “Forza! Spaccagli il culo a questo frocetto…” incitava uno, “Dai lasciane un po’ anche per noi!” lo riprendeva l’altro. Lo scoparono tutti e tre uno dopo l’altro e mentre uno era impegnato con il culo, gli altri due gli tenevano occupata la bocca e gli sputavano addosso insulti e umiliazioni. Però la cosa non sembrava dispiacere al ragazzo, la goduria era disegnata sul suo volto: sguardo eccitato fisso nel vuoto, respiri brevi e affannosi a bocca aperta, gemiti di piacere e una gran voglia di prenderne sempre di più. Fosse stato vent’anni più giovane, si sarebbe unito a quella fantastica orgetta; subito immaginò la scena nella sua testa e si massaggiò il cazzo duro.
    
    Quella troietta era instancabile, insaziabile, non mostrava segni di cedimento sotto quei tre cazzoni proporzionati al resto del corpo. Non parlava, ansimava e i suoi versi gutturali li supplicavano di non smettere. Quando ormai quel buco di culo era sfondato e colava liquidi di ogni sorta, gli presero la testa bionda e la posizionarono in mezzo alle tre mazze bagnate dal piacere. Dopo qualche ceffone sulle guance, quasi contemporaneamente gli spruzzarono il loro nettare sulla faccia mentre lui con la bocca aperta e la lingua tesa in avanti ...
    ... cercava di assaporarne il gusto. Aveva il viso e i capelli ricoperti di sborra e sporchi di terra, guardava verso Gerardo: una faccia angelica deturpata dai peccati di quel posto. Il ragazzo non poteva vederlo, Gerardo ne era certo, lui era sempre stato trasparente agli occhi di tutti in quel parco.
    
    I tre uomini dopo essersi saziati con quel buon barattolo di miele si ricomposero e se ne andarono discretamente come erano venuti. Il ragazzo cercò di ripulirsi alla meglio e si rivestì soddisfatto (o non ancora abbastanza). Anche per Gerardo era ora di andare. La posizione del sole indicava appunto che era ora di andare a prendere il bus delle 18.23 che lo avrebbe riportato a casa.
    
    “Hey, vecchio!” sbottò da lontano il ragazzo rivolgendosi a Gerardo che sobbalzò per lo spavento. Pensava che non fosse possibile, nessuno si era mai accorto della sua presenza. Invece quel ragazzo corse nella sua direzione verso la panchina su cui era seduto. “Ti è piaciuto lo spettacolo, nonnino? L’hai pagato il biglietto?” gli chiese ironicamente. Gerardo era completamente impreparato, non sapeva cosa dire e fissava incredulo quel corpo celestiale che si ergeva davanti a lui. “Non sei un tipo di molte parole” continuò il ragazzo, “Ma ti tira ancora l’uccello alla tua età?” gli chiese lanciando un’occhiata al pacco dell’anziano. A quel punto Gerardo, offeso nell’orgoglio, annuì fiero con la testa e rispose “Sì, certo!”. “Bene” tagliò corto il ragazzo e senza alcuna esitazione si chinò davanti ...
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