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Lo spettatore.
Data: 04/08/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: GSAwNSA77
... a Gerardo, gli slacciò i pantaloni e gli tirò fuori il cazzo turgido. “Complimenti, vecchio!” disse il ragazzo afferrando e contemplando le dimensioni della mazza eretta di Gerardo. “Ti dispiace se ti chiamo vecchio? Sai, sin da piccolo ho sempre avuto questa mia fantasia di essere punito da mio nonno perché non facevo il bravo. Nei miei sogni più erotici mi spogliava e mi scopava, ogni tanto mi legava, mi sculacciava e mi faceva di tutto per farmela pagare. Però purtroppo sono sempre stati dei sogni e mio nonno morì quando ero ancora piccolo.” il ragazzo sembrava sincero e Gerardo un po’ per non lasciarsi scappare quell’occasione e un po’ toccato dalla storia, gli rispose assecondandolo nelle sue fantasie “Chiamami come vuoi… comunque ho visto che poco fa hai fatto il birichino con quei tre maschioni, secondo me ti meriti una bella punizione”. “Scusa nonno” disse per risposta prendendo in bocca l’uccello del vecchio e lanciandosi in un pompino che nessuno oltre a sua moglie gli aveva mai fatto. Negli affondi Gerardo accompagnava con le mani la testa del ragazzo che sarebbe veramente potuto essere il nipote se avesse avuto figli. L’idea del gioco di ruolo lo eccitava molto e sentiva indurirsi il cazzo sempre di più dentro quella calda bocca esperta. Le labbra avvolgevano la cappella che scivolava nella profondità della gola. La saliva che non riusciva a essere contenuta colava abbondante dai lati della bocca. La lingua percorreva l’asta in avanti e indietro con piccoli ...
... movimenti circolari, rianimava ogni centimetro (e ce n’erano abbastanza) di quel cazzo che ormai era abbandonato al piacere di quelle nuove sensazioni. Gerardo osservava da dietro gli occhiali quel monello di suo “nipotino” all’opera e godeva visibilmente di ogni istante di quel pompino. Quando l’instancabile troietta si staccò per riprendere fiato, si rivolse al vecchio sbattendo gli occhioni dolci “Allora mi perdoni, nonnino caro?”. Gerardo con inaspettata agilità lo prese per le braccia e lo fece sdraiare a pancia in giù sul proprio grembo “No! Non ancora”. Gli abbassò i pantaloni e con rabbia paterna iniziò a sculacciare quelle perfette chiappe bianche e lisce. Uno schiaffo dietro l’altro accendeva di un colore roseo quel pallore. Il ragazzo sussultava a ogni colpo, provava un misto di piacere e dolore che lo eccitava parecchio. Gerardo sentì il cazzo duro del ragazzo spingergli contro le gambe. Andò avanti finché sul culo, che ormai era di un rosso acceso, si distinguevano chiaramente il disegno delle manate con le cinque dita aperte. Erano entrambi esausti. Il ragazzo impudente si alzò in piedi, era ancora frastornato quando si tolse scarpe e pantaloni e disse con un ghigno provocatorio “So io come farmi perdonare dal nonno tanto arrabbiato”. Immediatamente si mise in piedi sulla panchina dov’era seduto il vecchio, gli diede la schiena e si accovacciò fino a sentire la punta della cappella che premeva sul buco. Senza alcuno sforzo nonostante le discrete dimensioni di ...