1. A natale si può osare di più...


    Data: 04/08/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: culosardo

    ... spoglio e sono in slip e maglietta, Filippo è anche lui in maglietta e un paio di microscopici slip che contengono a malapena l’oggetto del mio desiderio, quando, facendomi coraggio, dico: “Scusami non ho preso il pigiama, ma io sono abituato a togliere gli slip, per lasciare respirare i genitali, come consigliano i medici, però se ti da fastidio non lo faccio”
    
    Filippo non fa una piega, non sembra per nulla scandalizzato e dice: “Fai pure, tanto non c’è nessun problema. Anzi, quello che dici m’incuriosisce, perciò voglio provarlo anch’io”
    
    Quasi casco per terra per l’emozione e non stacco gli occhi dal punto che per anni ho desiderato vedere con tutte le mie forze, ma lui rimane fermo perché io non mi muovo.
    
    Mi riprendo in fretta e velocemente sfilo i miei slip, prima che lui ci ripensi.
    
    Filippo ha una maglietta attillatissima, che gli arriva sopra l’ombelico, quindi togliendosi gli slip offre ai miei occhi la vista del miglior cazzo visto fino ad ora.
    
    I peli riccissimi gli fanno da cornice, il glande sporge dal prepuzio appena arretrato, come se la pelle disponibile non fosse abbastanza per coprirlo tutto, l’asta è piuttosto grossa, anche a riposo, e di una certa consistenza, con le vene in rilievo, che la percorrono in tutta la lunghezza con andamento serpentino, lo scroto, gonfio e turgido, è quasi senza peli, insomma in pochi istanti gli ho fatto una scansione multistrato, più precisa di una TAC.
    
    Improvvisamente mi rendo conto che sto per avere ...
    ... un’erezione, perciò mi precipito sotto le coperte.
    
    Filippo sembra non accorgersi del subbuglio che provo e si gira per andare a sistemare qualcosa sulla scrivania, offrendomi la possibilità di guardare anche il suo statuario didietro, sto radiografando i sui muscolosi glutei, lucidi e lisci, senza un pelo, mentre lui traffica sulla scrivania alla ricerca di qualcosa e brontolando, all’improvviso si piega per guardare sotto.
    
    Dio che spettacolo! La vista della parte inferiore del pene penzolante e dei coglioni al di sopra dei quali, nel canyon fra le natiche quel meraviglioso cespuglietto, piuttosto rado, intorno al perfetto buco del culo.
    
    Ormai sono completamente arrapato e sono quasi in procinto di saltargli addosso, ma un miracolo mi trattiene.
    
    Finalmente trova quello che cercava, lo mette a posto, torna al letto e s’infila sotto le coperte, senza spegnere la luce.
    
    Tanto per darmi un contegno gli chiedo: “Cosa cercavi?” ma il contatto con il suo corpo accanto al mio e l’immagine fissata nella mente di quanto desiderato da anni mi fanno sentire completamente ubriaco.
    
    “Un anellino che Sara, una mia amica, ha dimenticato qui e credevo di averlo perso”
    
    Questa bruttissima notizia me lo fa sentire troppo distante e sono rassegnato a dovermi accontentare di averlo visto e di stragli a contatto per tutta la notte.
    
    “Meno male che lo hai trovato”
    
    “Sai, che hai ragione! Si sta proprio più liberi, senza niente che ti comprime, specialmente io che porto sempre della roba ...