1. Villaggiodi houer capitolo 2


    Data: 04/08/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: prossi

    ... esitato a dargli consolazione, a scivolare nel suo letto, a stringermelo e a coccolarlo. Invece me ne stavo fermo nel mio letto e mi ponevo tanti interrogativi per evitare di espormi. Mi accorsi di ciò, mi accorgevo sempre delle mie debolezze e qualche volta ne rimanevo imbrigliato e qualche volta riuscivo a vincerle, e mi scappò:
    
    “Veni tu da me.”
    
    “Il mio letto è più grande.”
    
    “Tu, però, non glielo dici a nessuno, va bene?”
    
    “Dai, vieni subito o mi metto a piangere.”
    
    ”Ok, apri le coperte, c’è un freddo boia.”
    
    Sollevai le coperte e venni investito da un’ondata di freddo polare. Saltai fuori dal letto e, al buio, a tentoni, cercai il letto di mio fratello dalla parte opposta. Si trattò solo di fare due passi, ma il freddo era tale che mi sembrarono molti di più. Appena saggiai con le mani le mani di mio fratello che mi aspettavano, egli mi prese e mi tirò a se ed io mi introdussi in fretta sotto le coperte del suo letto, ancor più raggelato, tremante come una foglia e ancora pensieroso delle conseguenze di quello che stavo facendo. Se fossimo stati scoperti a dormire assieme non so il mio signor padre come avrebbe reagito. Probabilmente avrebbe mandato mio fratello al collegio protestante di Brema dove gli avrebbero raddrizzato la schiena e a me avrebbe fatto saggiare la verga.
    
    Mio fratello mi ricoprì immediatamente. Rimanemmo così per qualche minuto, uno accanto all’altro, staccati, ognuno per proprio conto, quasi intimiditi, con gli occhi verso l’alto a ...
    ... guardare il buio mentre le coperte non riuscivano a scaldarmi e continuavo a tremare nel corpo e i denti ballavano rumorosamente. Lui allora allungò una mano sopra di me e mi tirò a se abbracciandomi stretto stretto.
    
    “Ti riscaldo io.”
    
    Voi non potete immaginare cosa questo significò per me. Io non avevo mai saggiato la bellezza, la gioia, la sicurezza, il senso di protezione che il calore del corpo umano può offrire e nel ricevere quel calore dal corpo di mio fratello, nel sentirmi unito a lui da quell’abbraccio carico di un affetto sconosciuto, sentii il corpo attraversato da un fluido magico capace di darmi un benessere mai sentito, come un orgasmo spirituale anche se io non sapevo cosa fosse un orgasmo. Ricordo che afferrai ancor più forte il corpo di mio fratello e me lo strinsi addosso come di più non avrei potuto mentre lui faceva lo stesso con me. Entrambi cercavamo di avvolgere l’altro con le braccia e le gambe intrecciandole in una morsa inesplicabile. Tremavamo, ma non più di freddo, ma di un qualcosa di etereo, un’emozione mai vissuta, dolce, fantastica.
    
    “Bello?” mi disse.
    
    “Si, bello!”
    
    “Hai ancora freddo?
    
    “Adesso non più, ma continua ad abbracciarmi stretto.”
    
    “Non mi stacco, tranquillo.”
    
    Appoggiando la testa sul suo petto caldo, le mie orecchie udirono il battito del suo cuore. Fui preso da una gioia incontenibile mentre mi domandavo perché tutto questo ci fosse vietato.
    
    Rimasi con la testa appoggiata al suo petto a godere del suo calore ...
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