1. Villaggiodi houer capitolo 2


    Data: 04/08/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: prossi

    ... mentre nella mente mi si accendevano sentimenti di gioia e di riconoscenza verso colui che aveva scoperchiato il mondo alle mie emozioni e ai sentimenti. Non sapevo se ridere o piangere, in ogni caso era gioia quella che sentivo nel mio cuore e così le parole mi uscirono da sole:
    
    “Ti voglio bene.”
    
    “Anche io te ne voglio, Mark. Stringimi ancora più forte.”
    
    “Anche tu - e poi – grazie.”
    
    “Di che?”
    
    “Di avermi chiamato, di stare con te, qui.”
    
    Gli diedi un bacio sulla guancia quanto ero felice.
    
    La luna fece capolino nella nostra finestra e un po’ della sua luce ne varcò i limiti. Mi bastò per guardare il bel viso di mio fratello, i suoi occhi dolci e buoni, ma anche tanto speciali. Ne ero attratto e non sapevo perché quegli occhi mi attraessero così tanto ovvero mi facessero sentire così strano, stranamente bene. Se fosse per il loro colore o il loro taglio, chissà, ma me ne ero innamorato già da prima di quella sera e adesso che li avevo davanti me li godevo.
    
    Quella sera, quell’evento scatenò un processo di trasformazione del rapporto tra me e Josh, da semplici conviventi familiari distaccati e freddi, educati e cortesi, a persone che provano emozioni e sentimenti l’una per l’altra. Mi dissi allora che fosse questo volersi bene, sentire dentro un gran bisogno dell’altro, non potere più fare a meno del suo abbraccio.
    
    Mi prese con la mano la mano.
    
    “Senti” mi disse e portò con la sua mano la mia mano dietro la sua schiena facendola penetrare dentro le ...
    ... sue mutande:
    
    “Riesci a percepire il segno delle vergate?”
    
    Accarezzai il suo sedere ricercando al tatto il segno della verga, ma nel toccarne la pelle liscia, setosa, magica fui investito da altre forti emozioni sconosciute.
    
    “Si, le sento” dissi, ma la mia mente si era concentrata a cogliere le sensazioni che il tatto mi procurava.
    
    “Ti va di massaggiarmi un po’, fanno ancora male.”
    
    “Si, certo.”
    
    Chissà se il dottor Mailer nel massaggiare il mio culetto aveva provato la settimana prima le stesse forti sensazioni che io adesso provavo nel massaggiare il culetto di mio fratello. Che cosa fosse quella sensazione di gioia e di piacere non capivo, ma non volevo smettere, volevo continuare all’infinito mentre il mio cuore spingeva, il mio corpo si alleggeriva e un fuoco divampava nel mio pisello.
    
    “Mi dispiace tanto che tu le prenda sempre.”
    
    “Lo so, ti vedo sempre piangere quando esco dallo studio del signor padre.”
    
    “Io spero di non prenderle mai.”
    
    “Oh, puoi star certo che prima o poi tocca anche a te.”
    
    Al sentir quelle parole istintivamente ebbi uno scatto e strinsi forte le sue natiche con la mano.
    
    “No, io non voglio.”
    
    Pronunciai quella frase con le parole che mi tremavano in bocca e gli occhi già lucidi.
    
    A mio fratello dovetti apparire atterrito che una tale evenienza fosse possibile e allora subito mi consolò:
    
    “Se ti comporterai bene, non succederà, stai tranquillo.”
    
    “Allora perché hai detto che prima o poi toccherà anche a me?”
    
    “Mi ...
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