1. Le chiavi dimenticate


    Data: 07/08/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: vogliediamanda

    ... si usano negli spogliatoio di palestre e campi sportivi. Mi seguirono quasi tutti i ragazzi, la cosa mi parve strana. Quando mi ordinarono di inginocchiarmi dentro la doccia, ebbi la certezza che avevano in mente qualcos�altro che una semplice doccia. Non aprirono l�acqua, ma si disposero a semicerchio attorno. Mi guardavano in faccia, tendendo il cazzo in mano. Erano in sei, venne anche quello che aveva indossato i pantaloni. Si aprì la patta e tirò fuori l�uccello. In quel momento capii che mi volevano pisciare addosso! Guardavo i loro piselli, avevo paura, l�idea non mi piaceva. Tuttavia mi sentivo come ipnotizzata, rimasi immobile. I cazzi erano mosci o appena ingrossati. Riconobbi il cazzo grosso e quello con la cappella sovradimensionata rispetto all�asta. Poi non vidi altro perché proprio in quell�istante uscì il primo getto di piscio; chiusi gli occhi e la bocca, e attesi che il caldo liquido raggiungesse il mio corpo. Mi toccò inizialmente le ginocchia, poi man mano che diveniva più forte si alzava, fino a che non si fermo sulla fronte. Rapidamente un altro cominciò a pisciarmi addosso, puntando la bocca che tenevo chiusa. L�odore intenso del piscio mi saliva su per il naso, non era così disgustoso come pensavo. Altre pisciate mi raggiunsero, non so dire quante, non so dire nemmeno se si fossero aggiunti altri ragazzi oltre ai sei iniziali. A parte un paio che mirarono alle tette, tutti gli altri ...
    ... puntarono al viso. Ad un certo punto, non so per quale motivo, per curiosità, per sentirmi completamente troia, per sentire l�eccitazione dei ragazzi crescere, senza crederci io stessa, aprii la bocca. Immediatamente si alzarono insperate grida di eccitazione da parte dei ragazzi �Bevi, troia!� �Ti piscio in bocca!�; in un attimo tutti i getti di piscio puntarono la mia bocca aperta. Tenni la gola chiusa; a parte qualche piccola che involontariamente bevvi, il piscio che mi gettavano in bocca da essa usciva cadendo sul collo, sulle tette e di qui a terra. Ricordo tuttavia il sapore acre e il senso di calore che il piscio mi dava, uniti ad una fantastica sensazione di trasgressione e di oscenità oltre ogni limite. Appena l�ultimo ragazzo terminò di pisciare, qualcuno aprì l�acqua della doccia. Un getto freddo mi cadde in testa, trasalii. Poi divenne tiepido. Sempre tenendo gli occhi chiusi, alzai la testa verso il getto dell�acqua, e feci entrare acqua pulita dentro la bocca fradicia di ogni liquido che un uomo può generare. Rimansi così per qualche istante, forse un paio di minuti. Quando riaprii gli occhi, guardai lo spogliatoio. Erano rimasti solo tre ragazzi, ormai vestiti. Mi guardarono ammiccando, poi si alzarono e uscirono. Terminata la doccia, presi la borsa e uscii. I due martedì successivi mi assicurai di non dovermi fermare a scuola oltre il normale orario scolastico; successivamente non li vidi più. 
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