1. Le chiavi dimenticate


    Data: 07/08/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: vogliediamanda

    ... avvicinando. Cercai di spiegare il motivo per cui ero lì, i ragazzi ridacchiavano, si scambiavano occhiate complici; non mi stavano ascoltando. Aprirono la porta e mi spinsero dentro con forza. Nella stanza notai quattro ragazzi, uno sotto la doccia, uno si stava vestendo, era in mutande e calzini. Gli altri due, nudi, erano seduti su una panchina. �Guardate chi vi stava spiando dalla porta� disse quello che mi teneva stretta per le braccia. �Mi spiace, cercavo la mia borsa, ho dimenticato le chiavi�. Nessuno ascoltava seriamente le mie parole, pian piano tutti cominciarono ad avvicinarsi. �Secondo me cercavi ben altro, troia!�. Sentivo i loro sguardi ovunque sul mio corpo, cominciai ad avere paura; ma anche strani brividi, stavo perdendo lucidità. Non mi sembrava di vivere nella realtà, ma in un sogno. In effetti non era una situazione poi tanto dissimile da quella che tante volte mi ero immaginata di vivere mentre mi masturbavo nella solitudine del mio letto. Chi mi stringeva da dietro aumentò la stretta, un ragazzo, quello ancora in mutande, si avvicinò e cominciò ad aprirmi la camicetta. Rimasi in un attimo in reggiseno, i ragazzi nudi cominciarono a toccarsi, non avevano ancora l�uccello duro. La camicetta era stata tolta con tanta foga che un capezzolo del mio seno prosperoso uscì dal reggiseno. Il ragazzo che mi aveva spogliata lo strinse fra due dita, allargando poi la mano su tutta la tetta. Il ragazzo che mi stringeva sganciò il reggiseno, in pochi secondi 8 mani ...
    ... cominciarono a palparmi, sentivo i loro respiri farsi affannosi. Uno dei tre ragazzi nudi cominciò a masturbarsi. Quasi istintivamente cominciai a dimenarmi con più forza. �Meglio legarla�, disse quello che mi teneva da dietro. Un ragazzo si allontanò e sfilò un lungo laccio da una scarpa da ginnastica. In pochi istanti mi legarono le mani dietro la schiena; in quella posizione le mie tette mi parvero ancora più grosse. Capii che era inutile opporsi, decisi di lasciarmi fare quello che avrebbero voluto. Sentii una pressione sulle spalle, qualcuno mi spingeva verso il basso. �Giù, puttana�, qualcuno urlò. Inginocchiata, vidi un ragazzo avvicinarsi a me; prese in mano il cazzo, lo avvicinò alla mia bocca, non era ancora completamente duro. Lo scappellò; aveva una cappella spropositata, ben più larga dell'asta, che appariva di dimensioni normali. Avevo voglia e paura allo stesso tempo. Circondata da cinque uomini nudi, arrapati, capii che non potevo che assecondarli. Cominciai a leccare il cazzo più vicino. Passai la lingua sotto al glande facendo un giro completo, poi cominciai a discendere lungo l�asta fino alle palle. Ritornai su lentamente fino alla cappella, facendo passare la punta della lingua nella stretta apertura da cui esce lo sperma. Poi aprii labbra e lo accolsi in bocca delicatamente. Mentre lo spompinavo, sentivo almeno altri due cazzi desiderosi della mia bocca toccarmi le guance. �Come succhia questa puttana!� Non so quante mani continuavano a palparmi le tette e ...
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