1. Le chiavi dimenticate


    Data: 07/08/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: vogliediamanda

    ... a strizzarmi i capezzoli! Lasciai il cazzo che stavo succhiando e ne presi un altro, non so di chi fosse. Era più piccolo, ma più duro. Non profumava di sapone come il primo, aveva un odore acre di uomo. Evidentemente non aveva ancora fatto la doccia. Il ragazzo era meno paziente del primo; mi prese da dietro la testa e iniziò a scoparmi la bocca, rapidamente, spasmodicamente, come se usasse le mie labbra per farsi una sega. Tentai di leccargli le palle, per prendere fiato, ma subito me lo rificcò in bocca, spingendo con forza. Rapido, intenso, in meno di due minuti lo sentii ansimare, la pressione sulla mia nuca aumentava proporzionalmente alla forza con cui mi scopava. Sentii la cappella ingrandirsi, all�improvviso fra gemiti la sua sborra mi riempì la bocca. Calda, densa. Con la stessa rapidità con cui mi aveva scopata in bocca tirò fuori l'uccello ancora grondante di sborra. Io ingoiai e, mentre sentivo lo sperma colare lentamente lungo la gola, cominciai a sentirmi davvero una troia. �Spogliamola!� Mi stesero su una piccola brandina, una di quelle che si trovano normalmente negli ambulatori. In effetti era stata regalata alla scuola da un padre di un bambino che svolgeva la professione di medico; di solito la usavamo per far distendere i bambini che si sentivano male a scuola. Mi misero a pancia in giù. Via scarpe, gonna, mutande. Prona, nuda, le braccia legate dietro la schiena, le gambe appoggiate a terra, a novanta gradi. Davanti a me, appeso alla parete, c�era uno ...
    ... specchio. Vidi dietro di me tre ragazzi nudi, che si masturbano godendosi lo spettacolo del mio culo in bella vista. Uno di questi si avvicinò, allargò le mie cosce e mi infilò due dita fra le labbra della figa. �E� già bagnata, questa puttana!�. Mentre sentivo le dita sulla mia figa aumentare, un dito o forse due mi penetrarono. Nel frattempo sentii qualcosa di morbido e bagnato sul culo: qualcuno mi stava leccando il buchetto. Un ragazzo si avvicinò alla mia faccia, aveva ancora l�uccello moscio, "Vedrai come cresce" mi disse. In un istante l'ebbi già tutto in bocca e cominciai a giocarci con la lingua. Piano piano lo sentii gonfiare e in un minuto mi trovai un bel cazzo duro che spingeva sul palato. �Leccami le palle, leccami le palle!" disse, alzando la propria asta con una mano. Allungai la testa più che potevo, dall'interno coscia risalii fino all'inguine, gli lavai i coglioni con la lingua avida ed umida mentre dietro di me, nel culo e nella figa continuavo a sentire mani vogliose che mi accarezzavano e dita bagnate che entravano. "Brava, ora succhia dai", come una schiava obbedii e tornai ad imboccargli il cazzo. Mi spingeva in gola mentre con la lingua lo accarezzavo da sotto, dentro e fuori, con un movimento fluido. "Dai, dai!" aumentò il ritmo. Dietro sentii all�improvviso un liquido freddo, gelatinoso corrermi fra le chiappe. Poi una mano lo spalmò fin dentro il buco del culo. Sentii il profumo, era bagnoschiuma! Continuavo a succhiare il cazzo, per qualche istante ...
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