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Non vedere, ma sentire
Data: 13/08/2020, Categorie: Etero Autore: Maddalena
Mi chiamo Giulia,ho 26 anni e sono non vedente da quando di anni ne avevo 4. Basterebbero queste poche informazioni per descrivermi a tutti voi e forse se avessi detto soltanto che sono cieca, vi sarebbe potuto passare per la mente quanto "diversa" possa essere la vita di una giovane donna come me, rispetto a quella di una mia coetanea normodotata. Lasciate stare, i "poverina"o "che sfortuna", risparmiateli per chi effettivamente ne avrebbe bisogno, non per me. Sapete, la mia quotidianità è decisamente piena, lavoro in un centro per dare supporto ai ragazzi affetti dal mio stesso handicap fornendo loro un counselling psicologico. Sono laureata in psicologia specializzata in ambito infantile e presto prenderò la mia definitiva abilitazione alla professione, ho quel che si dice un brillante futuro davanti conquistato con molto impegno e fatica. Ho persino molti amici che riempiono i miei momenti liberi e una famiglia che mi fa sentire sempre amata e supportata. Una vita invidiabile, nonostante tutto, ma c'è un però. L'unico lato di me inappagato è quello che tengo nascosto : il mio immenso appetito sessuale. Ho bisogno di sentirmi bruciare di desiderio per qualcuno, ho bisogno di sentirmi così attratta da un uomo che il solo pensiero di lui mi faccia stringere forte le gambe per trattenere la voglia che diventa sempre più grande e nascondere le mutandine che si bagnano dei miei umori. Io, ancora vergine a ventisei anni, avevo l'anima di una libertina. Nonn avevo ancora ...
... incontrato l'uomo con cui esprimere la parte più intima di me, quella che facevo venire fuori di notte, quando ascoltando audio-libri erotici, mi toccavo furiosamente, titillando il clitoride, sfiorandomi i capezzoli con le dita bagnate della mia saliva e stringendo forte tra i denti il lenzuolo per soffocare i gemiti. A volte, mi masturbavo così tanto, da ricavarne una severa infiammazione della pelle delle piccole labbra, rischiavo quasi di escoriarmi ma non potevo fare a meno di toccarmi neanche se faceva male, anche se più mi masturbavo, più mi sentivo inappagata, avevo incominciato a pensare al sesso anche nelle pause di lavoro e la mia mente vagava sempre verso un uomo misterioso che con la forza e contro la mia volontà mi avrebbe preso e mi avrebbe stuprato selvaggiamente. Chi l'avrebbe mai detto che prima o poi sarebbe successo? Era un freddo tardo pomeriggio di dicembre e avevo appena concluso la mia ultima giornata di lavoro prima delle vacanze di Natale, di lì a poco sarei andata sulla neve con le amiche,lasciai il mio studi e presi l'ascensore, presto mi ritrovai per strada, avevo il mio bastone guida e conoscevo il tratto che avrei dovuto fare a piedi per prendere l'autobus a memoria, mi sentivo bene e al sicuro. Non sapevo quanto mi stessi sbagliando,improvvisamente, mi sentii cingere ai fianchi e una mano portata con forza alla mia bocca,mi costrinse ad inalare qualcosa che mi fece presto perdere i sensi,non ebbi tempo di liberarmi, di urlare, venni rapita. Mi ...