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Non vedere, ma sentire
Data: 13/08/2020, Categorie: Etero Autore: Maddalena
... risvegliai stesa su di un tavolo, non sapevo dove fossi, non sentivo alcun rumore, provai a muovere le braccia ma erano bloccate e le gambe erano legate all'altezza delle cosce, avevo freddo, ero nuda ed ero molto aperta. Incominciai a chiedere aiuto e ad implorare che non mi facessero del male, mi domandavo se qualcuno mi sentisse, piansi temevo di morire. Ad un certo punto, un uomo mi disse con voce calma e ferma : "Sshh, sta zitta. Non urlare, siamo io e te e nessuno potrà sentirci,siamo lontani da tutti,stai tranquilla e non dimenarti altrimenti ti farai male." Quella voce aveva qualcosa di familiare ma non riuscivo ad inquadrarla, quando mi si avvicinò parlandomi all'orecchio, capii chi fosse quell'uomo. Era Antonio.Il portiere del condominio dove si trovava il mio studio,non avevo mai parlato con lui tranne rapidi scambi di convenevoli mentre ci si incrociava nel palazzo,non avrei mai potuto immaginare che potesse essere in grado di fare una cosa così e soprattutto a me. Lo chiamai per nome e lui mi disse : ah,ti ricordi di me. Ed io gli risposi che non solo mi ricordavo di lui ma sapevo anche che fosse una brav'uomo e che se mi avesse riportato a casa sana e salva,non l'avrei denunciato ed io non mentivo. "Antonio è un bell'uomo,ha 47 anni ed è già vedovo,fortunata chi se lo farà." avevo sentito dire a quella ciarliera della segretaria del centro con tanto di altri commenti piccanti su cosa avrebbe fatto lei a lui. Il mio rapitore interruppe il flusso dei miei pensieri ...
... e mi disse :"So cosa vuoi da me ora, anche se non lo confesserai mai, ti terrò con me, fino a quando i nostri reciproci desideri non saranno totalmente appagati.". Non sapevo cosa rispondere a quella dichiarazione di intenti : mi avrebbe violentato,chissà quando,ma l'avrebbe fatto. Stai attenta a ciò che desideri,perché potrebbe avverarsi,mai parole furono più profetiche. Sentii Antonio avvicinarsi a me, egli infilò una mano tra i miei capelli,tirandomi il capo all'indietro. La prima cosa che si prese di me furono le mie labbra,me le leccò con leggerezza e mi diede un morso,forte che mi fece schiudere le bocca che lui avvolse con un bacio che mi fu impossibile non assecondare. Si staccò da me e con pochi passi fu ai piedi del tavolo dove ero legata. Sentii le sue mani possenti sulle cosce e poi sulla pancia, senza dire una parola, mi penetrò spaccandomi in due, provocandomi un dolore lancinante che mi fece urlare e poi svenire per qualche attimo. Quando mi ripresi, sentivo quell'uomo che entrava e usciva da me, godeva respirando affannosamente, infilava il cazzo dentro, così a fondo, senza lasciarmi tregua, io piangevo e lo pregavo di smettere, ma lui era sordo alle mie preghiere. Dentro fuori. Il suo bacino sbatteva contro il mio rumorosamente,ad un certo punto, prese anche a toccarmi i seni, pizzicando forte i capezzoli. Mi diede un manrovescio fortissimo e mi intimò di smetterla di parlare. Quanto avrebbe continuato a torturarmi così, a scoparmi contro la mia volontà? Era ...