1. Tagliati fuori - ii parte


    Data: 16/08/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: FinnTanner

    Il capitano
    
    Avevo il cuore in gola. Fui io ad organizzare l’incontro, non avevo il potere di oppormi, ma questo non mi fece sentire meno in colpa. Andai ad aprire e mi ritrovai davanti Daniele, pallido e minuto, con un espressione cauta e allo stesso tempo carica di attesa. Non potei fare a meno di abbracciarlo stringendomelo al petto. Era più basso di me di tutta la testa, quindi trovai naturale affondare il viso tra i suoi capelli, inspirando a pieni polmoni il suo profumo per poi baciarlo. Restammo così per qualche secondo, senza parlare. Poi il capitano si alzò in piedi e rimase in attesa che li presentassi ufficialmente.
    
    Il capitano dell’Asteria ero un uomo alto e possente, con un perenne sorriso scolpito sul volto dai lineamenti decisi tipicamente imperiali. Una maschera per rassicurare chi gli stava intorno. I suoi folti capelli biondi avevano da poco - precocemente - iniziato a ingrigirsi, ma questo non aveva fatto altro che conferirgli un ulteriore senso di autorevolezza, sa mai ce ne fosse stato bisogno. In quel momento, i suoi freddi e profondi occhi blu erano fissi su Daniele, il nuovo passeggero della sua nave, a cui si premurò di rivolgere il suo falso sorriso più caloroso.
    
    «Dunque, ragazzo, finalmente ci conosciamo.» Disse bonariamente, dopo che li introdussi con una certa esitazione.
    
    I suoi muscoli mettevano a dura prova l’uniforme, e non faceva nulla per nasconderli. Anzi, si può dire che in quel momento si stesse mettendo in mostra. ...
    ... Provocante.
    
    E aveva ottenuto quello che voleva, Daniele lo stava fissando.
    
    Fino a quel momento non c’era mai stato nulla tra me e il capitano. Ero il suo secondo sull’Asteria da quattro anni, lui ne aveva forse dieci più di me, e tra noi si era instaurato un rapporto di reciproco rispetto. Ero arrivato a considerare quell’uomo quasi un padre, e lo avevo preso ad esempio per la stima, mista ad un certo rispettoso timore che riusciva ad inspirare nell’equipaggio.
    
    «Hai fatto colazione?» Gli chiese il capitano.
    
    Daniele fece cenno di no e farfugliò di non avere fame, ma il capitano sorrise e scosse lievemente la testa.
    
    «Mangeremo qualcosa insieme.» Disse con noncuranza. Eppure, anche in quello scambio insignificante era evidente che quell’uomo fosse sicuro che ogni cosa alla fine sarebbe andata esattamente come voleva. In quel momento, gli occhi di Daniele si illuminarono.
    
    Mi morsi la lingua, nervoso. Non avevo mai conosciuto la gelosia. Volevo essere io l’unico a suscitare quel genere di reazioni in Daniele. Dunque, se era l’autorità che cercava, lo avrei accontentato, ad ogni costo.
    
    Tuttavia, per il momento rimasi al gioco, e li seguii nella piccola sala da pranzo privata negli alloggi del capitano. Prendemmo posto a tavola e il capitano Dejana ci intrattenne con una conversazione leggera.
    
    Fece alcune domande personali a Daniele - cose che ancora non sapevo di lui - gli chiese dei suoi genitori, della sua infanzia, cosa facesse per divertirsi. Avevo pensato spesso di ...
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