1. Tagliati fuori - ii parte


    Data: 16/08/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: FinnTanner

    ... porgli quelle domande, ma ogni volta che ci eravamo incontrati ero stato troppo occupato a fargli del male per provare a conquistarlo, oppure lo avevo ignorato per ferirlo e farlo avvicinare a me, e non avevo avuto modo di farlo.
    
    Nella sala da pranzo del capitano c’era un dipinto dai colori scuri, opprimente. Era una rappresentazione della Battaglia dei Dannati, la nostra prima missione e il nostro primo successo insieme. Un periodo della mia vita che avevo cercato inutilmente di dimenticare e con cui invece ero costretto a convivere. Che il capitano, al contrario, teneva in mostra, quasi volesse riviverlo ogni giorno, o temesse di scordarne qualche sanguinoso particolare. Avevamo affrontato insieme quella situazione terribile e ne eravamo usciti solo a costo di atrocità inimmaginabili, guadagnando però buona parte del nostro reciproco rispetto proprio in quella occasione. Era questa la differenza tra noi, il capitano non temeva ciò di cui era capace, anzi ne era orgoglioso, io invece ero terrorizzato dal dolore che avevo causato e sopratutto da quello che avrei ancora potuto causare.
    
    Poi, con lo stesso tono leggero di poco prima, il capitano mi strappo ai ricordi e ai pensieri che mi tormentavano e chiese a Daniele di scopare, di punto in bianco.
    
    Vidi gli occhi di Daniele farsi più grandi, e le sue guance tingersi di rosa, forse era stato preso alla sprovvista quanto me dal repentino cambio di argomento. Il capitano rimase a guardarlo, mentre attendeva una ...
    ... risposta, insolitamente paziente.
    
    «Oh… certo, va bene.» Farfugliò Daniele dopo qualche secondo.
    
    «Ti piace farti scopare, vero?» Gli chiese Dejana, continuando a fissarlo intensamente.
    
    Vidi il ragazzo agitarsi sulla sedia, come se fosse a disagio per la domanda del capitano, ma ormai lo conoscevo troppo bene per non accorgermi che in realtà stava iniziando ad eccitarsi, proprio in quel momento, ed ero certo che il suo cazzo fosse già duro, costretto sotto l’uniforme da cadetto.
    
    Questa volta il capitano non aspettò la sua risposta, il suo vero io stava pian piano emergendo da sotto la maschera di pacatezza che indossava in pubblico. «Ti piace avere un cazzo in culo, sentirti pieno - e poi farti sbattere fino in fondo, è vero?» Scandì ogni parola con attenzione.
    
    Daniele deglutì vistosamente. Si fece ancora più pallido e annuì lentamente, in silenzio.
    
    Il capitano si alzò e fece strada. «Bene,» disse tornando a sorridere sarcastico. «Hai bloccato la porta, comandante Gasco?»
    
    La stanza da letto del capitano era in penombra e ancora in disordine. Il letto era disfatto e le lenzuola erano ammucchiate alla rinfusa sul fondo. Se quello fosse stato l’alloggio di un guardiamarina durante un ispezione a sorpresa il malcapitato sarebbe finito di corvée per mezzo ciclo, senza appello. Inarcai un sopracciglio, perplesso, ma il capitano mi ignorò consapevolmente e non potei fare altro che liquidare la questione con una scrollata di spalle.
    
    I miei occhi impiegarono qualche ...