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Tagliati fuori - ii parte
Data: 16/08/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: FinnTanner
... secondo per abituarsi alla semioscurità della stanza, e in quei pochi attimi il capitano aveva già fatto la sua mossa. «Vediamo cos’hai li sotto,» sussurrò di fronte al ragazzo, iniziando ad allentargli il colletto dell’uniforme. Dejana aveva sul viso un’espressione allo stesso tempo concentrata e rapita. «Perfetto,» disse tra se scoprendogli il petto piatto e liscio, poi poggiò i pollici su entrambi i capezzoli iniziando a strofinarli. Perché te ne stai in disparte, Simone? Mi chiesi. Così mi avvicinai ai due, alle spalle di Daniele. Mi spogliai rapidamente e iniziai a carezzargli la schiena, mentre il capitano giocava coi suoi capezzoli. All’inizio con attenzione, quasi dolcemente - ancora non immaginava - poi li strinse un poco, esitante, aspettando che il ragazzo si lamentasse. Quando non lo fece, strinse più forte, pizzicandoli, fino a sentire un lamento soffocato. Eppure Daniele non provò neanche ad allontanarsi, tantomeno a fermarlo. Non che potesse andare da qualche parte, così stretto tra noi. Allora vidi un altro genere di sorriso affiorare sulle labbra del capitano, distorcendole. Afferrò i capezzoli duramente e lo tirò su, conficcando le unghie nelle due piccole protuberanze di carne. Alla fine, costrinse il ragazzo a sollevarsi in punta di piedi, e gli ricopri la bocca con le labbra. In quel momento, infilai due dita dentro Daniele, in modo che non potesse abbassarsi. E presi a farle ruotare nella sua carne morbida e umida e calda, facendolo fremere. Il ...
... capitano se ne accorse e aumentò la pressione del bacio, schiacciandolo tra di noi. Daniele tremò, contorcendosi nel poco spazio che aveva a disposizione, e sapevo perché. Il capitano non lo stava semplicemente baciando, gli mordeva anche il labbro inferiore, continuando allo stesso tempo a torcere crudelmente fra le dita i capezzoli, con quanta forza aveva. Spostai le dita dentro di lui, strofinando qualcosa all’interno che lo fece rabbrividire di piacere. E allo stesso tempo spostai la bocca sulla sua spalla pallida e ossuta e lo morsi, abbastanza forte da farlo gridare. «Posso mordere anch’io,» gli sussurrai all’orecchio, aggiungendo un terzo dito ai due già dentro di lui. Daniele si lamentò, ma la totale assenza di paura nei suoi occhi non fece altro che confermare i miei sospetti. Il capitano lasciò andare i capezzoli arrossati e gli strinse la nuca con una mano, attirandolo ancora più a se, e portò l’altra mano al suo cazzo duro afferrandolo saldamente, inviando allo stesso tempo brividi di piacere e dolore al ragazzo inerme. Poi prese a masturbarlo lentamente, senza mai interrompere il loro bacio brutale, e io ne approfittai per farmi strada con un altro dito. Non riuscivo a credere di aver messo quattro dita dentro il suo corpo, sembrava così stretto. Ma quando aggiunsi il pollice, incuneandolo tra le altre dita, Daniele lottò appena, provando a sfuggire alla nostra presa, poi fece un lungo sospiro e subito si arrese. Il suo cazzo era rimasto duro per ...