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Tagliati fuori - ii parte
Data: 16/08/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: FinnTanner
... tutto il tempo. «Siamo già a questo punto?» Mi chiese il capitano quando si accorse di quello che avevo fatto, in tono sarcastico, quasi di sfida. Non farlo, non farlo, provai a ripetermi. Puoi ancora fermarti. Poi piegai appena le dita e spinsi. Il grido acuto di Daniele mi ferì i timpani, ma in qualche modo non era sufficiente a farmi desistere, perché la sua erezione non accennava a scemare. Non avevo mai fatto nulla di simile, non riuscivo ad immaginare una violenza e una violazione più profonde, eppure Daniele amava anche questo. Da parte mia ero affascinato da quella sensazione di pressione e di calore attorno alla mia mano e presi a muoverla lentamente quasi senza rendermene conto, causandogli altri gemiti e tremori incontrollati. All’improvviso il capitano scivolò in ginocchio davanti a lui, per un attimo mi chiesi se lo avrebbe succhiato e intuii che anche Daniele se lo stava chiedendo, in attesa. Non fermai la mano. Dejana scoppiò quasi a ridere. «Ci hai creduto davvero?» Si stava rivolgendo Daniele, o forse anche a me. In ogni caso entrambi restammo in silenzio. Daniele per la frustrazione, io ero quasi deluso. «Sei qui per il nostro piacere, non per il tuo.» Disse il capitano malignamente. Feci ruotare la mano, e Daniele inclinò la testa all’indietro con un gemito, sotto il mio naso, inondandomi del suo profumo. «Che spettacolo!» Esclamò il capitano guardandolo dal basso. «Forza comandante,» disse subito dopo, rivolto a me. «Diamo a questo ...
... bambolotto quello che si merita!» Allora sfilai la mano e lo spinsi sul letto. «Stai giù o te ne pentirai.» Gli intimò il capitano, e Daniele ubbidì prontamente. «Il culo è mio.» Disse Dejana posizionandosi alle sue spalle. «Tu l’hai già avuto.» Dopotutto era giusto. Perché no? Il cazzo del capitano era enorme, e glielo spinse dentro senza convenevoli, fino alle palle. Io mi inginocchiai sul letto e gli infilai il mio uccello in bocca. I suoi occhi erano appannati, stava soffrendo, ma il piacere sovrastava ogni cosa. Per questo lo odiavo tanto ferocemente. Per questo lo amavo. «Aprì la bocca,» ordinai. «Fammi sentire la lingua.» Daniele obbedì. E si mise d’impegno sul mio cazzo, mentre il capitano lo scopava rudemente, a fondo e con vigore. E io feci lo stesso all’altra estremità, come in una lotta per il possesso del suo corpo e della sua mente. Per me non c’era scampo. Il dolore che causavo a Daniele mi tormentava. Al contrario, per il capitano il piacere derivava proprio dal male che causava agli altri, e per Daniele l’estasi sopra ogni cosa veniva dalla sofferenza. Dunque dovevo essere io vincere quella battaglia, a fargli più male, per farlo mio, e questo non faceva altro che aumentare il mio tormento. Mi sembrava di impazzire. Il ruggito dell’orgasmo del capitano mi strappò al circolo vizioso dei miei pensieri, e tutto d’un tratto mi accorsi di essere a mia volta sull’orlo del piacere. Non gli venni in bocca, sfilai il cazzo dalle sue ...