1. Un paziente della dottoressa Angela - Fabiana


    Data: 17/08/2020, Categorie: Etero Autore: Angela Kavinsky

    ... quando mi vedono glie viene il cazzo duro!” Aveva capito… ed era stata incredibilmente diretta ed esplicita! “NO NO signora Fabiana… non é come crede...” “Ah no?”. Spostò il piede sinistro dalla testiera del sedile passeggero a quella dell’autista, cioè la mia. In pratica, era seduta in mezzo ai sedili posteriori, con i piedi in alto e le gambe aperte. il suo piede sinistro era a pochi centimetri dalla mia testa, ne sentivo la fragranza. Si slaccio i bottoni, si abbassò i jeans e le mutandine, e nel mio specchietto retrovisore vidi un indice con una lunga unghia smaltata di rosso che si addentrava nella fica rasata più bella che avessi mai visto. Stava succhiando l’indice dell’altra mano. “Dai Leo, guarda nello specchietto!” e si mise a ridere. Non avevo idea del perché lo stesse facendo, ma mi sentii come esplodere. “Dai Leo, amore, baciami il piede e fatti una sega!”. Obbedii. Piegai la testa dal lato destro ed iniziai e leccare l’esterno del suo piedi coperto dal collant, mentre tiravo fuori dai pantaloni il cazzo e mi segavo. “Si, così, bravo!”. Lei continuava a farsi il ditalino. Poi d’improvviso, tolse il piede dalla testiera e balzò in avanti. “Ma guarda che serpente!”. Saltò davanti, superando il freno a mano come una cavalletta, e si sedette sul sedile passeggero. Si piegò su di me ed iniziò a succhiarmi l’uccello. Tutto in bocca; nessuna donna c’era mai riuscita perché il mio pisello non è piccolo! Sentivo la mia cappella sbattere contro la sua gola, e ci misi ...
    ... davvero poco a venire. Mentre succhiava su e giù come uno stantuffo, con una mano strizzava le mie palle e la cosa mi piaceva da impazzire. I suoi occhi erano fissi su di me mentre succhiava. Eruttai sborra come un vulcano nella sua bocca; lei la prese tutta, tant’è che, dopo qualche istante, iniziò a tossire come se si stesse soffocando e una bollicina di sborra si gonfiò dalla sua narice. Senza parlare di quella che sguisciava fuori dalle sue labbra. Con il viso sporco di sperma, si lanciò all’indietro. Riprese a farsi il ditalino e io ripresi a leccarle i piedi, che erano finiti sul mio grembo, appoggiati sul mio cazzo. Dall’impeto, le strappai i collant e sentii sulla mia lingua il sapore della pelle delle sue piante dei piedi, vellutate e umidicce. Allungai la mano destra ed iniziai io a farle il ditalino, mentre con il suo piede destro mi strusciava il cazzo con ben poca delicatezza. Il mio pisello era tornato dopo neanche un minuto ad essere dritto e duro come la roccia, così la brancai e la feci sedere sopra di me, con il mio cazzo dentro la sua vagina tutta bagnata. Era così stretta! Sentivo i suoi piedi avvinghiarsi attorno ai miei polpacci. Le strappai anche la canottiera ed iniziai a succhiarle i capezzoli, mentre lei tirava come una matta i capelli sulla mia nuca ed ansimava. Il suo bacino faceva movimenti sensuali, spremendo il mio cazzo come fosse una professionista del sesso. Eruttai ancora, tutto dentro di lei, e lei fece un urlo “muto” per così dire. I suoi occhi ...