1. ICVM |5| L'Estate e L'Inverno


    Data: 21/08/2020, Categorie: Etero Autore: Leliste

    ... intensamente. Erano complici di un reciproco dialogo fatto di silenzi. Un sussurro inspiegabile che si manteneva a galla sulle onde emanate dai loro corpi. Onde di erotismo e di eccitazione. John si alzò. Si vestì. La sensazione era la stessa di dieci anni prima. La bellezza dell'imperfezione. Il piacere dell'incompiuto. Il cerchio che non si chiude. Kate e John avevano un legame intenso. Lo stesso legame che esiste tra l'Estate e l'Inverno. Le stesse cifre che tengono insieme due rette parallele: Equazioni quasi identiche ma senza possibilità che si incontrino. John uscì dalla stanza, lasciando Kate nuda a riflettere. Percorse il corridoio e si infilò nella propria camera. Ritornò con la mente a quelle immagini della famosa estate del 2008. Si ricordò d'aver lasciato il computer in cucina. Lo andò a recuperare e lo trovò aperto. Sul tavolo. L'immagine di loro due drammaticamente felici sullo sfondo del tramonto. Non era sicuro di averlo lasciato in quel modo, ma decise di non pensarci e ritornò in camera, in silenzio. Kate si alzò dal letto, ancora nuda, e accese il proprio PC. Aveva conservato anche lei quelle immagini, all'insaputa perfino di se stessa, nell'Hard Disk esterno. Voleva dare un'occhiata a quel suo database, poi ci ripensò. Persa nei pensieri e nei ricordi, improvvisamente qualcosa scattò nella sua testa. Aveva una sorta di dubbio. Un profondo e lungo dubbio che sbiadiva qualsiasi altro pensiero. Andò su google e digitò la parola “elbe”. ...
    ... Trovò immagini varie di un fiume del Nord Europa. Modificò la ricerca: “Elbe racconti”. Apparvero una serie di risultati contrastanti. Alcuni di essi sembravano provenire da un sito di racconti erotici chiamato “eroticiracconti.it” Ne lesse qualcuno giusto per farsi un'idea. Sembravano tutti abbastanza mediocri e ripetitivi. Robe per lo più scialbe e infarcite di sesso estremo. Tuttavia, alcune storie sembravano molto ben fatte. Poesie. Piccole prose composte da sole 100 parole. Un mini-romanzo distopico ancora in via di sviluppo, “The girl who sold the world”. Lesse dunque un paio di capitoli. Una serie di racconti sul Tibet, alcune storie Pulp su delle teste mozzate. Alcuni brani si intitolavano semplicemente “solo un racconto” e robe così... Sebbene fosse un sito interessante, non c'era comunque alcun riferimento ad Elbe. Decise di non indugiare oltre e chiuse il portatile. Rimase un po' a pensare, nella solitudine della propria stanza. Dopo un po', riuscì a ricordare la frase di Elizabeth di qualche giorno prima. Un indovinello. Ci mise un po' a ricordare le esatte parole, poi d'un tratto, un flash le apparve. Rapido. Tagliente. Digitò queste esatte parole. “Essenziale è ciò che non vedo d'estate ma vedo d'Inverno.” Riaprì il portatile e cercò su google. Tra i risultati apparve un blog. Curato nei dettagli e dalla grafica minimal assolutamente gradevole. Molti articoli pubblicati a nome di un unico autore: Elbe. L'aveva trovato, finalmente. Iniziò a leggere. 
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