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La mia prima volta gay
Data: 23/08/2020, Categorie: Prime Esperienze Autore: Leon_0069
Avevo 16 anni, all'epoca ero poco consapevole delle diverse sfumature della sessualità, vivevo con la convinzione che le ragazze rappresentavano l'unica possibilità per un ragazzo, ma all'interno di questa convinzione ero molto incuriosito comunque dal corpo maschile e non perdevo occasione di allungare l'occhio, nelle rare occasioni dato che ero molto pudico, verso i piselli dei miei amici o compagni, convinto che l'unico interesse fosse un innocuo confronto. All'epoca dei fatti per guadagnare qualcosa lavoravo a tempo perso e compatibilmente con i miei impegni scolastici presso un hotel di proprietà di alcuni miei parenti. I proprietari dell'albergo avevano acquistato un'ulteriore struttura in una nota località sciistica che stavano risistemandola, e mi proposero di supportare il futuro gestore nella settimana in cui erano sarebbero arrivati le diverse forniture di mobili e accessori, dato che sarebbe arrivato tutto in contemporanea ed per una sola persona era impossibile controllare tutto. Il lavoro mi sembrava semplice e accettai, senza sapere che cosa mi sarebbe aspettato! A fine ottobre, saltando alcuni giorni di scuola con la benedizione dei miei genitori mi recati al paesino montano dove incontrai il futuro direttore che chiamerò Andrea. Andrea era un uomo di 45/50 anni moro con un filo di barba, alto, dal fisico curato, di corporatura media non eccessivamente muscoloso. Un uomo normale, non un adone ma sicuramente un uomo fascinoso. Non era particolarmente ...
... espansivo, molto concentrato sul lavoro, un uomo concreto che non si perdeva in chiacchiere e non si sottraeva anche al lavoro fisico, aiutando i vari montatori di mobili anche se di certo non gli competeva. Nonostante il suo carattere asciutto era molto gentile, sapeva metterti a tuo agio e apparire molto simpatico. Al secondo giorno sorge un problema all'impianto di riscaldamento, o forse era già programmata la sospensione ora non ricordo, fatto sta, che le camere erano fredde e ed erano disponibili solo poche stufe elettriche. Per comodità concordammo che avremmo usato una sola stanza. Decidemmo di trasferirci in quella di Andrea in quanto più ampia della mia. A fine giornata, quando gli operai si congedarono, ci ritirammo in camera. Fu il primo a fare la doccia, appena finito, mi infilai l'accappatoio, mi affacciai in camera e dissi: I: "mi asciugo i capelli e ti lascio il bagno" Andrea: " è tardi, rischiamo di trovare il ristorante chiuso, mi lavo mentre ti asciughi i capelli" Non faccio in tempo a rispondere che Andrea entra in bagno, si spoglia velocemente fino a rimanere in mutande, che toglie, mostrandosi di spalle, in modo lento forse un filo imbarazzato dalla mia presenza. Io intanto continuo ad asciugarmi i capelli e lo osservo dallo specchio senza dire una parola. Andrea aveva proprio un bel corpo: il sedere era alto sodo e gabbro, e non avevo ancora visto il meglio, appena si volta, noto un fisico asciutto anche se con un filo di pancetta appena ...