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La mia prima volta gay
Data: 23/08/2020, Categorie: Prime Esperienze Autore: Leon_0069
... Vedo Andrea in tutta la sua figura, sta sorridendo compiaciuto, il suo pene svetta tendendo leggermente verso sinistra da sotto la maglietta, i coglioni sono quasi privi di pelo, sembrano depilati. Non riesco a trattenermi e dico: "Complimenti" "Anche tu non sei messo male.....se vuoi toccalo pure" Mi avvicino, mi posiziono alla sua sinistra, perpendicolare al suo corpo, lui si gira un secondo verso di me, e i nostri cazzi si sfiorano, ho un sussulto di piacere, ma il contatto dura una frazione di secondo, allungo la mano e inizio accarezzo il suo pisello, sento la pelle liscia e una sensazione di caldo, mi chino e stringo la mano lungo la sua mazza, sono inebriato dal suo profumo, stringo più forte, e posiziono l'altra mano sotto i testicoli come per soppesarli. Non penso a nulla sono un automa, mollo la presa e con le dita accarezzo la cappella. "vedo che ti piace" mi dice osservando la mia erezione, il pisello sembra esplodermi, è rosso come non mai. Dicendo così allunga la mano sulla mia asta, il suo tocco è delicato, passa la mano lungo l'intera asta, si sofferma alla base del cazzo e stringe forte. Io rimando in estasi e mi lascio sfuggire un gemito di piace, tolgo le mani dal suo pisello ma continuo ad osservarlo avidamente. Andrea, usando il pisello come un timone, mi posiziona davanti a lui, faccia contro faccia, pisello contro pisello, apre la mano e stringe entrambi i cazzi in mani e inizia un sega lenta. Mi sento in paradiso, riesco a distinguere ...
... il calore del suo pene sul mio, per un secondo chiudo gli occhi e appoggio la mano destra sulla sua, accarezzando con le dita un po' il mio cazzo un po' il suo. Andrea lascia la presa, i nostri cazzi duri continuano ad essere in contatto, mi mette le mani sul culo e mi spinge a se con forza, schiacciando i nostri cazzi tra le nostre pance e mi abbraccia forte. Nessuna parola, solo il silenzio accompagnava i nostri gesti. Stiamo cosi qualche secondo, forse anche un minuto, poi si stacca, fa un a passo indietro, si prende il cazzo tra le dita e lo fa lentamente ruotare, il suo sguardo è eccitato, la sua fisionomia sembra cambiare sotto il peso del piacere. Osservo tutta la scena, mi inginocchio davanti a lui e mi metto in contemplazione del suo enorme cazzo, lo guardo con una curiosità incontenibile, come se fosse un oggetto sconosciuto, lo osservo nei minimi particolari, movendo la testa per non perdermi neppure un centimetro quadrato della sua pelle. Lui in silenzio mi osserva compiaciuto. Si muove fino a posizionare il suo pene davanti alla mia bocca. Io in automatico lo bacio, prima a metà dell'asta, poi all'attaccatura con il corpo, dove i peli mi solleticavano le labbra, infine al centro della cappella. Alzo gli occhi e incrocio il suo sguardo che sembra chiedermi di non smettere. Non lo voglio deludere, è il mio maestro, la mia figura autorevole, e continuo a riempire l'asta di baci. Mi rialzo, gli afferro di nuovo il cazzo e inizio a fargli una sega, sentire il suo ...