1. Ricordi d'Erasmus


    Data: 25/08/2020, Categorie: Etero Autore: Ukiyo

    RICORDI D�ERASMUS Era il luglio più caldo degli ultimi anni. Quasi quanto la terribile estate del 2003. Ormai Parigi iniziava a esserci abituata a quelle stravaganze. Un po� meno i suoi abitanti, che boccheggiavano per strada, e trovavano sollievo nella frescura artificiale della metropolitana. E Frida con loro.Parigina d�adozione in quanto studentessa Erasmus, Frida stava in piedi nel vagone affollato. Aveva cercato di essere il meno vestita possibile, e i sandali e quel vestitino corto la aiutavano; quella mattina era stata talmente esasperata dalla calura da tagliarsi i lunghi capelli biondi mossi, che ora le incorniciavano il viso con qualche ricciolo in più.Etienne ne sarebbe stato sorpreso. O forse no, forse era stato più sorprendente quello che era successo la sera prima. Etienne, il dottorando che condivideva con lei la grande passione per l�arte giapponese. Quel ragazzo nero alto, tonico e dal passo elegante l�aveva conosciuto per caso in biblioteca mesi prima. Frida aveva scommesso che studiasse antropologia o cooperazione allo sviluppo. Invece sbirciando sul suo tavolo aveva intravisto libri in giapponese e un volume su Utamaro, il maestro che aveva ritratto la vita nei quartieri di piacere della vecchia Tokyo in modo insuperabile. Il binomio eros e arte interessava anche a lui. Per questo si erano avvicinati. Le loro conversazioni durante le pause caff&egrave e gli aperitivi con altri accademici avevano esaltato la mente vivacissima di Frida, che ogni volta ...
    ... tornava a casa arricchita ed entusiasta.Ma la sera precedente lei ed Etienne si erano spinti oltre. In quello scambio puramente intellettuale era entrato un nuovo protagonista: il corpo. Un corpo reso sfrenato dall�alcol e dalla danza, durante una festa in una residenza studentesca. Era iniziato tutto come al solito, con loro due che conversa-vano amabilmente assieme ad altri borsisti, più allegri ad ogni bicchiere versato. Poi qualcuno aveva collegato un iPhone alle casse, e i più temerari avevano rotto il ghiaccio iniziando a ballare.Frida era allegra, ma ancora pienamente padrona di sé. Etienne invece sembrava già alticcio, con quella risata sguaiata che nessuno, in dipartimento, aveva mai sentito. E che si era interrotta quando lui l�aveva guardata e le aveva sorriso prendendola per mano e conducendola in un angolo della sala per un lento. Frida si era lasciata portare: non disdegnava certo ballare con un bell�uomo, fosse anche un superiore. E aveva sorriso tra sé, pensando a quanto diversi dovevano apparire: lei bionda e minuta, lui color ebano, alto e atletico. Una foto di Toscani. Piano piano il vino e la musica avevano reso tutto più lontano e sfocato: l�università, le gerarchie, i loro ruoli. Si era lasciata cullare tra le sue braccia forti, inebriata dal contatto con quell�uomo bello e colto.Si erano stretti l�uno all�altra quasi a volersi compenetrare. I corpi resi madidi dalla calda sera estiva, dondolavano lentamente al ritmo di una canzone anni Sessanta. Era stato ...
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