1. Ricordi d'Erasmus


    Data: 25/08/2020, Categorie: Etero Autore: Ukiyo

    ... stavano parlando del più e del meno, quasi a voler nascondere sotto una coltre di parole vuote l�attrazione che cresceva tra i loro corpi.La ragazza si avvicinò al tavolo che lui utilizzava per studiare, incuriosita dal libro aperto su un�immagine a doppia pagina: un samurai che possedeva una cortigiana, l�uno alle spalle dell�altra, quasi vestiti del tutto, eppure sconvolti dal piacere. Arte ed eros, il loro terreno di ricerca comune. Etienne la raggiunse, e Frida poté sentire il suo dietro di sé. L�eccitazione le faceva battere il cuore in gola.-Era questo che avevi in mente ieri sera?- le mormorò lui all�orecchio. Quindi scese con le labbra lungo il collo, vellutato come una carezza.-L�idea non mi &egrave passata- replicò Frida chiudendo gli occhi e godendosi i brividi di piacere che quel tocco le procurava.Etienne avvolse i piccoli seni bianchi tra le mani grandi scure; pizzicò i capezzoli, sentendoli indurirsi sotto i suoi palmi; massaggiò quelle tenere albicocche in cerchi ipnotici. Il fatto che lei non indossasse il reggiseno rendeva tutto così facile.-Ti ho desiderata fin dalla prima volta che ti ho vista- ammise lo studioso affondando il volto sulla spalla di lei, mentre la spogliava lentamente �Sei una forza della natura. Calda, solare, forte, intelligente-. Le parole accompagnavano il vestito che cadeva a terra.Frida era nuda davanti a lui, in febbrile attesa di vedere come sarebbe proseguito l�incontro iniziato la sera precedente. Avrebbe voluto che loro due ...
    ... venissero ritratti durante l�amplesso come nelle stampe giapponesi, corpi di panna e cioccolato che istigavano l�istinto voyeuristico dei lettori.Si baciarono a lungo. I baci sembravano il mezzo migliore per comunicare il desiderio irrefrenabile. Le mani di Etienne percorsero il corpo di Frida con carezze lente, movimenti casuali eppure sapienti, perché capaci di accrescere la sua voglia. Clavicole, seni, fianchi, inguine erano le tappe del viaggio che la faceva sospirare. Erano ancora in piedi, quando le dita di Etienne si addentrarono nell�anemone liscio e bagnato della ragazza. Il moro prese a leccarle i capezzoli, mentre faceva entrare e uscire le dita con ritmi diversi, dal più lento all�andante. Frida perse ogni controllo, e rimase a godersi quelle attenzioni appoggiata al tavolo con le gambe spalancate. Se quello era l�inizio, non poteva immaginare quanto rovente sarebbe stato il finale.Ma Etienne non era soddisfatto, voleva anche assaggiarla. Scostò il libro dal tavolo e vi fece stende-re la giovane. Le aprì le cosce con un gesto imperioso che la eccitò ancora di più, e s�inginocchiò così da poter sfiorare con le labbra il fiore umido.-Dimmi, ma in metropolitana te la vedevano tutti con quel vestitino corto?- sorrise lui mentre cominciava a leccare i petali interni. Frida tremava di eccitazione. La ragione era esplosa, e il suo linguaggio obbediva unicamente al piacere.-Sì, tutti me la guardavano. E volevano toccarla come stai facendo tu- rispose ansimando. Avvertì la ...