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Un pomeriggio esagerato (ultima parte)
Data: 27/08/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: Wandering
Decido quindi di sdraiarmi e riposarmi un po’. Sono stanca, sudata, l’odore di sesso aleggia nella tenda e dalla figa ogni tanto cola un rivolo di umori e sborra. Sono percorsa da un brivido e mi copro con un pareo copricostume. Faccio fatica a prendere sonno, sono illanguidita e nella testa scorrono le immagini del pomeriggio: lo sguardo arrapato e stupito di Sergio, le sue parole oscene, il suo uccello teso e vibrante, la mia cavalcata selvaggia, la foga con cui mi montava... lo sguardo rapace dello sconosciuto. In una specie di trance le mani partono mi accarezzano dappertutto e mi ritrovo a sgrillettarmi ad occhi chiusi come una quindicenne. “Mi dispiace disturbare ma avremmo bisogno di un martello per i picchetti” la voce profonda del biker anziano mi strappa bruscamente dai sogni e aprendo gli occhi lo vedo sulla soglia della tenda che mi guarda con quel suo sorriso beffardo vestito solamente da un asciugamano alla cintola. Non riesco a proferir parola, la sorpresa e il pensiero che certamente abbia intuito cosa stavo facendo sotto il pareo mi paralizzano. Lui, da predatore esperto, non fece complimenti ed entrò dicendo: “Ma se mi dai un po’ di ospitalità mentre il mio amico si fa una doccia non c’è nessuna fretta” sedendosi poi accanto le mie spalle. Io lo guardo al mio fianco sempre incapace di parlare: asciutto e spigoloso come il volto, il suo corpo era segnato anche lui dal tempo ma ancora vigoroso e lui era, come dire... a suo agio, quasi fosse ...
... orgoglioso delle tracce che la vita gli aveva lasciato. L’interminabile, almeno per me, momento di silenzio fu interrotto dalla sua voce: “Beh... vediamo se si può fare qualcosa per aggiustare la situazione” Così dicendo scostò il pareo e vidi un lampo nei suoi occhi. Poi con estrema naturalezza cominciò ad accarezzarmi le cosce prima all’esterno dal fianco verso il ginocchio poi all’interno, con delicatezza ma anche decisione, dal ginocchio a risalire. Io incredula mi vedo scostare leggermente le gambe per agevolare la carezza e quando arriva a sfiorare la mia fica, gonfia di eccitazione per la masturbazione precedente e per la situazione assurda in cui mi stavo cacciando, serro la sua mano tra le cosce e comincio a strusciarmici con foga vogliosa di venire finalmente. “Calma, calma non abbiamo fretta” E così dicendo tolse la mano e con calma mi spalancò le coscie. Sentivo il suo sguardo quasi bruciare sulla mia fica. “Hai la fica di una regina, turgida e attenta, pronta. Pretende.” La fica attenta?!? Mi suggerisce il mio raziocinio. Ma cosa c’entra il raziocinio? “È veramente fortunato il tuo uomo è altrettanto io che mi sto intrufolando nel suo nido” Stilettata di senso di colpa ma altrettanto di eccitazione. Incomincia con lievi e lenti baci, quasi asciutti, sulla pelle sensibile dell’interno coscia e brividi percorrono tutto il corpo, un pensiero quasi doloroso va a Sergio, ma la voglia di lasciarmi andare prevale. Preda sacrificale, ...