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Un pomeriggio esagerato (ultima parte)
Data: 27/08/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: Wandering
... ma anche porca vogliosa. Mentre mi bacia sempre più vicino alla mia fica mi sovviene la scopata pomeridiana e penso che l’ odore della mia fica debba essere penetrante, forse anche ripugnante, ma non me ne frega niente, aspetto solo il momento di sentire la sua lingua. Mossa da curiosità morbosa scosto l’asciugamano proprio di fronte ai miei occhi e si presenta un bel uccello, non grande, forse più piccolo dell’arnese di Sergio (il confronto, dannazione del maschio ma naturale e senza troppo pregiudizio nella femmina). È già teso, probabilmente vista e odori stanno già facendo il loro dovere. Ha una fitta trama di vene, sporgenti, evidenti due coglioni raccolti fanno capolino in basso ed è sormontato da una grossa cappella paonazza di eccitazione. Mi piace. Penso che a parte quello di Sergio con cui mi trovo benissimo e di cui sono profondamente innamorata sia l’uccello più arrapante che abbia mai visto. Mi sento dire: “Che c’è? Ti fa paura l’odore? Fai il ritroso proprio adesso? Non può profumare ho scopato per un ora e mezzo e mi ha riempito di sborra.” Vedo un guizzo sull’uccello e per tutta risposta la lingua grassa e un po’ ruvida comincia a percorrere la mia fica. Sento pure il suo naso acquilino titillarmi il perineo arrivando spesso a sfiorarmi il buco del culo. È bello. Piccola vittoria nella conduzione del gioco. Soddisfatta prendo in mano il suo uccello e mi tendo per leccargli i coglioni poi lo imbocco e comincio con un sontuoso pompino. Il 69 ...
... va avanti per un bel po’, senza fretta, è un maestro di lingua, ogni tanto vengo con un sussulto nella sua bocca, allora lui si stacca e riprende dalle cosce poi sulle grandi labbra, la lingua guizza sul perineo e sul buchino e l’eccitazione rimonta fino a richiedere ancora leccate sempre più profonde ed infine mi lavora di nuovo il grilletto facendomi godere di nuovo. Potrei continuare ore ma voglio dimostrare che me la cavo anch’io e sentire il sapore della sua sborra. Quindi mi sottraggo e mi metto in ginocchio per potermi concentrare sul pompino. Insalivo ben bene l’asta e la chiudo dentro il mio pugno menandola con movimenti lenti e ampi, faccio lavorare la lingua sui coglioni e poi guizzare sul suo culo. Quando il buco è ben lubrificato lo infilo impudicamente con il dito medio della mano sinistra e comincio una penetrazione lenta, il palmo preme sui coglioni sempre più attaccati all’uccello e il medio va alla ricerca della prostata. Lo sento teso ma chiude gli occhi e geme, apprezza. A questo punto accorcio e il movimento sulla sua asta e imbocco la cappella succhiandola sonoramente e alternando guizzi di lingua sul prepuzio. Lo sento ansimare sempre più forte e la sensazione di potere su di lui mi eccita di nuovo prepotentemente, scavalco la sua gamba e mi struscio il grilletto senza pietà sul suo ginocchio senza interrompere il pompino. Lo sento irrigidirsi e sussultare, comincia ad eruttare la sua sborra con un gemito profondo e mi riempie la bocca , mi schizza ...