1. Un pomeriggio esagerato (ultima parte)


    Data: 27/08/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: Wandering

    ... in faccia e sulle tette. Vengo anch’io furiosamente inondando il suo ginocchio dei miei umori.
    
    “Sei una giovenca selvaggia in calore. È impossibile domarti, sai dare ma prendi tutto quello che vuoi sfacciatamente e questo mi spiazza abituato a predare e dominare come sono ma mi eccita tremendamente”
    
    Mi diceva queste parole guardandomi con quelle fessure nero profondo e ricominciando ad accarezzarmi dappertutto. Sfiorava le mie tette prepotenti, mi accarezzava la schiena mi stringeva a se facendomi sentire la sua virilità che stava riprendendo rapidamente vigore, con quelle mani forti e delicate nello stesso tempo si appendeva alle mie chiappe prosperose e si insinuava dappertutto. Pensavo a Sergio e mi sentivo troia nelle mani di questo porco ma questo invece di frenarmi mi faceva illanguidire ancora di più.
    
    “Dimmi a cosa stai pensando, a come sei troia? E ti eccita il fatto di fare cornuto il tuo compagno?”
    
    Il bastardo stava rigirando i dito nella piaga, tornava al suo ruolo di predatore rapace e io non desideravo altro. E lui lo sentiva.
    
    “Non aver mai paura del tuo desiderio, è quello che aizza gli uomini e più sono aizzati e più ti faranno godere.”
    
    Fino adesso non era successo, avevo semplicemente ceduto a delle carezze presa dall’eccitazione e dalla sorpresa e poi avevo ripreso il controllo, avevo fatto godere lo sconosciuto con un pompino magistrale. Tutto eccitante ma niente di irreparabile. Potevo fermarmi. Ma un desiderio selvaggio si stava ...
    ... impadronendo di me e lui lo sentiva, lo guidava, lo indirizzava.
    
    “Brava così, impari in fretta”
    
    “Sei troia nel profondo e te lo dimostrerò. Vedrai di cosa sarai capace”
    
    “E tu sei un bastardo senza scrupoli” e allargando le gambe, alzando il bacino per offrirmi e tirandolo verso di me “cosa aspetti a fottermi senza pietà figlio di puttana”
    
    Puntò l’uccello ormai di nuovo rigido come acciaio tra le grandi labbra e dandomi della cagna lo infilò con un colpo deciso senza trovare alcuna resistenza. Mi pompava a fondo, senza riguardo e io godevo, a gambe in alto gemevo e sentivo montare ancora l’orgasmo. Lo presi al collo e avvicinai il suo volto così selvaggio al mio e un bacio, il primo, furioso ci succhiava l’anima a vicenda. Fu in quel momento che l’orgasmo mi squassò e cominciai a fremere, sussultare senza riuscire a fermarmi mentre lui mi fotteva ancora ma con movimenti più lenti e circolari.
    
    “Non pensare che sia finita” e mi rigirò a quattro zampe, col culo per aria. Senza complimenti infilò di nuovo la mia figa e riprese a pompare.
    
    “Hai voluto succhiarmi l’anima prima? Adesso non puoi più tirarti in dietro, voglio riempirti la figa e ci vorrà tempo mia cara”
    
    “E godrai ancora anche se non ti sembra possibile”
    
    I suoi colpi ora erano profondi, lenti, attenti alle mie reazioni e piano piano il piacere si faceva ancora sentire.
    
    Alzai la testa e vidi di fronte a me l’altro biker. Era nudo, e il suo uccello svettava a poche decine di centimetri dal mio ...
«1234...»