1. La vicina di casa


    Data: 27/08/2020, Categorie: Etero Autore: lillobillo77

    ... non vollero avere figli per godersi la vita ma poi lui si ammalò e ci furono alcuni anni in cui il marito entrava ed usciva dagli ospedali, poi rimase vedova ed erano sei anni che il marito era morto. Feci i miei calcoli, non poteva essere molto avanti negli anni, secondo me non aveva superato i 45. Prendemmo il caffè e io mi accomiatai, sulla porta le presi la mano e forse la trattenni più del necessario, era morbida e curata. Per alcuni giorni non la vidi poi un pomeriggio mentre al market per comprare qualche cosa da mangiare la vidi fare la spesa, aveva un carrello strapieno, mi domandai come avrebbe fatto a portare tutto a casa. Non mi vide ed io feci di tutto per arrivare alle casse subito dopo di lei, la raggiunsi fuori dove si lasciano i carrelli. Feci finta di essere stupito e le domandai come avrebbe fatto a portare a casa il tutto. “Ha ragione Giorgio penso proprio di avere esagerato penso che mi convenga chiamare un taxi” “Ma che dice ho la mia auto qui, è piccolina ma è sufficiente, aspetti” andai a prendere la Smart e faticammo a caricare le sue cose nel piccolo vano tanto che alcune buste le dovemmo mettere sul piano davanti al sedile, la feci accomodare e poi poggiai le buste, nel farlo il mio braccio le scivolò sul seno e lo sentii sodo ed elastico, lei si accorse del mio gesto e si scostò. Arrivati a casa parcheggiai direttamente nel garage condominiale, mentre lei teneva aperte le porte dell’ascensore caricai la spesa. Come l’altra volta voleva che io ...
    ... scendessi al mio piano ma io rifiutai. Mentre apriva la porta di casa, scaricai le buste e le portai in cucina. Le si voltò per ringraziarmi,
    
    “ Giorgio è tutto sudato!!!” prese un fazzolettino e mi asciugò il sudore sul viso e sul collo. Eravamo talmente vicini che il suo profumo mi avvolse, un profumo dolce, un misto di lavanda e sapone di marsiglia, la pelle aveva una grana fine, le labbra erano invitanti, mi chinai e la baciai. Rimase come di ghiaccio, le braccia lungo il corpo, il corpo rigido, le carezzai le labbra con la lingua e lei le schiuse, assaporai la sua saliva, esplorai la bocca, mentre lei rimaneva passiva ad occhi chiusi. La baciai a lungo, lei percepì la mia erezione contro il corpo e mi allontanò “Giorgio !!! che stai facendo” questo passare al tu mi eccitò ancora di più, la strinsi fra le braccia e la baciai di nuovo, lei stavolta rispose al bacio arrendevole, ci staccammo ansimanti “Adesso vai, non doveva accadere, basta!!!” Alla porta cercai di nuovo di abbracciarla, lei mi respinse “Basta!!!! Ti prego” “Paola, ma che male c’è, è stato stupendo” “Basta Giorgio va via!!” Andai a casa ma non riuscii a non pensare a quello che era accaduto. Nei giorni successivi cercai di rivederla ma non ci riuscii. Arrivò il fine settimana, venerdì sera stavo studiando quando squillò il telefono di casa, mi sembrò strano perché nessuno chiamava più sul fisso “Pronto, Giorgio sono Paola” “Che bello, ho cercato di rivederti ma sei sparita” “Giorgio dobbiamo parlare voglio ...
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