1. La vicina di casa


    Data: 27/08/2020, Categorie: Etero Autore: lillobillo77

    ... chiarire quello che è accaduto” “Paola non è accaduto nulla” “Voglio parlare, se non hai da fare domenica puoi venire pranzo da me, avremmo più tempo” Accettai subito e mi offrii di portare il vino, accetto anche se disse che lei beveva pochissimo. Il tempo non passava mai ero ansioso di rivederla, finalmente domenica suonai alla sua porta, quando aprì mi trovai davanti una donna diversa, era stata dal parrucchiere e era sparita la brutta ricrescita grigia dei capelli, era leggermente truccata, indossava una gonna grigia di lana e un maglioncino dello stesso colore aperto sul davanti che lasciava intravedere il solco fra i seni belli pieni, le calze chiare accentuavano la linea delle caviglie. Aveva apparecchiato in cucina, aprii il vino e lo versai le porsi il bicchiere “Prima parliamo Giorgio, voglio che sia chiaro che quello che è accaduto deve finire, è stato uno sbaglio mio e tuo” “Ma Paola è stato solo un bacio, mi sembra che sia piaciuto ad entrambi” “Giorgio ho detto che è stato uno sbaglio, se vuoi rimaniamo buoni amici e basta” Feci un cenno di assenso decisi che non avrei desistito. Pranzammo parlando tutto, dallo sport alla politica, dei miei studi e della sua vita solitaria. Sentivo la sua presenza, il ginocchio toccava il suo sotto il tavolo, spinsi e lei non si tirò indietro, la cosa mi eccitò. L’aiutai a sparecchiare, lei mi chiese se volevo il caffè e io proposi di uscire e prenderlo fuori approfittando della bella giornata. Mentre lei chiudeva la porta ...
    ... scesi a prendere un giacca e le chiavi dell’auto, mi aspettava sulla porta dell’ascensore, aveva indossato un giubbotto rosso che le dava un’aria molto più giovanile. Prendemmo un caffè in un bar del centro poi le proposi di andare alla vecchia fortezza, le dissi che mi ricordava le gite con mio nonno e lei acconsentì. La vecchia fortezza è una vecchia caserma che pare risalga al regime austroungarico, è circondata da mura massicce e all’interno si vedono ancora i ricoveri e le caserme. Quando arrivammo il parcheggio era deserto, il cancello chiuso ma io sapevo come entrare. Scostai le ante del cancello e ci infilammo dentro. Era un cunicolo stretto e scuro, ma in fondo si vedeva il sole, la presi per mano e arrivammo nella piazza d’armi deserta, le dissi che mi sarebbe piaciuto vedere un luogo dove andavo da bambino e la guidai tenendola per mano. Dopo una serie di arcate e di spazi angusti sbucammo in un piccolo cortile, da un lato delle arcate delimitavano dei depositi dall’altre un basso muro coperto di muschio. Ci sedemmo sul muretto, le volevo parlare della mia infanzia in quel luogo ma lei mi bloccò “Giorgio, dovevamo parlare di noi, di quello che è successo l’altro giorno”. Mi alzai e mi posi davanti a lei, le misi un dito sulle labbra per non farla parlare “Paola, non è accaduto nulla di brutto” “Ma Giorgio non capisci io sono vecchia confronto a te” “Tu non sei vecchia, e sei bellissima” le posi le mani sui fianchi e la baciai, pensavo che mi respingesse invece rispose ...
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