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L'avvocato
Data: 29/08/2020, Categorie: Etero Autore: ssbbw69
... di aggiungere una piccola torta della rinomata pasticceria a fianco: in fondo l'avvocato era un ottimo cliente da quasi venti anni e meritava qualche attenzione in più. La giornata lavorativa scivolò via veloce e a sera lo vedemmo entrare insieme a collaboratori e colleghi. L'avvocato sembrava sinceramente sorpreso di quel piccolo festeggiamento e quando Yuri e Caterina tirarono fuori la torta con una candelina azzurra, lui ci volle ringraziare personalmente, baciandoci sulle guance. Prima Yuri, poi Caterina, infine me. Era la prima volta che mi ritrovavo così vicina a lui e provai una punta di imbarazzo. Mentre il suo viso si avvicinava al mio, notai gli occhi scuri, i capelli folti e brizzolati e un'ombra scura sulle guance, tipica in quegli uomini che si radono al mattino e che a sera avrebbero già bisogno di una seconda ripassata. Mentre sfiorava la mia guancia sinistra, avvertii senza possibilità di equivoco la sua mano sul mio seno destro. Rimasi talmente stupita da non riuscire a spiccicare parola o abbozzare alcun gesto. Lui, come se nulla fosse, si ritirò e tornò alla compagnia di amici e colleghi. Il mio turno sarebbe finito da lì a dieci minuti. Attesi il cambio del collega della sera, salutai Yuri e Caterina, mi infilai il cappotto e uscii nella piazza animata per l'ora dell'aperitivo. Ero turbata da quel gesto. Non infastidita e nemmeno arrabbiata. Turbata era l'aggettivo giusto. E confusa. Non capivo se quel gesto mi fosse piaciuto o ...
... meno. Lui, l'avvocato, non mi piaceva per niente, non era davvero il mio tipo di uomo, così ingessato e rigido e perbene e...con un gesto di stizza, inserii le chiavi nella serratura di casa. Avevo camminato per mezz'ora e non avevo fatto che pensare a lui. Assurdo. Mi preparai una cena solitaria, poi mi misi e vedere un film in streaming. E ancora prima di rendermene conto, mi ritrovai su google a cercare notizie sull'avvocato. Trovai il curriculum professionale, una serie di link e perfino un articolo del quotidiano locale in cui si parlava di lui. Cazzo, mi dissi versandomi un bicchiere di riesling, mi sono trasformata nella regina delle stalker. Devo essere impazzita. A letto dormii poco e male e verso l'alba lo sognai: vestita con una vestaglia leggera (che in realtà non possedevo), accettavo di realizzare una sua fantasia sessuale che però, nel sogno, non era affatto chiara. Mi svegliai di cattivo umore, arrabbiata con lui e con la mia regressione a dir poco adolescenziale. Per un attimo pensai di indossare una maglia più scollata del solito, poi mi diedi della cretina e uscii per raggiungere il lavoro. Ero indaffarata a preparare cappuccini quando, alle 9, puntuale come ogni giorno, l'avvocato entrò al bar. Mi chiese il solito e quando lo servii cercai di capire se il gesto della sera prima avesse lasciato qualche segno anche in lui. Macché. Con il naso immerso fra le pagine di un quotidiano, non mi aveva degnata di uno sguardo. Pagò e uscì ...