1. L'avvocato


    Data: 29/08/2020, Categorie: Etero Autore: ssbbw69

    ... dal bar, mentre io rimanevo imbambolata a guardarlo, chiedendomi che cosa si provasse ad accarezzare quel volto ruvido e stropicciato.
    
    - Alzati e risplendi, principessa, il sole è già alto nel cielo โ€“ mi urlò Yuri nelle orecchie dandomi al contempo una pacca sul culo.
    
    Invece di picchiarlo, come mio solito, biascicai un paio di insulti ma senza troppa convinzione.
    
    - Sei malata, per caso? - mi chiese il collega piantandomisi davanti.
    
    Risposi che stavo benissimo ma la mia risposta non convinse né lui né l'altra pettegola e, alla prima pausa sigaretta, mi ritrovai a confidarmi con i miei giovani colleghi.
    
    Alla notizia che l'avvocato si era lasciato andare a una palpata di tette, entrambi trasecolarono.
    
    - Ma allora non è checca! - commentò Caterina.
    
    - Ma allora gli piacciono le culone! - fece eco Yuri.
    
    - Ma allora piantatela di fare gli idioti e piuttosto cercate di tirare fuori qualche notizia personale sul suo conto- replicai io, piccatissima.
    
    - Ma allora l'avvocato ti piace! - commentarono le due iene in coro.
    
    - Non lo so. Forse mi piace l'idea di piacergli โ€“ risposi confondendo le poche idee che avevo sul suo conto.
    
    In realtà, di lui sapevamo davvero poco. Di sicuro non era sposato e di sicuro viveva da solo, ma altro non trapelava.
    
    Per un paio di giorni non ci furono novità di rilievo e il mio interesse, anziché scemare, non faceva che aumentare.
    
    Mi sembrava di essere tornata ai tempi del ginnasio, quando cercavo ogni pretesto possibile ...
    ... per incrociare nei corridoi della scuola il ragazzo di II B che tanto mi piaceva e che pareva fidanzarsi con tutte tranne che con la sottoscritta.
    
    Il terzo giorno, infine, lo vedemmo entrare insieme a una donna molto bella. Alta, slanciata, elegante, la sconosciuta poteva avere una sessantina di anni, magnificamente portati. Fra i due c'era un' evidente intimità e lei non gli scollava la mano dal braccio.
    
    - Beh โ€“ commentai con Yuri mentre asciugavo le tazzine โ€“ in fondo che ha quella più di me? A parte che è alta, snella, bella, elegante, che un suo accessorio costa come tutto il mio guardaroba e che magari ha una cattedra universitaria...che cosa mi manca?
    
    - Un miracolo โ€“ commentò lui, guadagnandosi un colpo di straccio in piena nuca.
    
    Quello stesso pomeriggio, l'avvocato in persona telefonò al bar chiedendo che qualcuno portasse i caffè in ufficio. Di solito era compito della segretaria scendere al bar, ma quel giorno era malata.
    
    - Non ci vado nemmeno se mi ricoprite d'oro โ€“ strillai ai colleghi.
    
    Ce la giocammo a sorte e io tirai la pagliuzza più corta.
    
    Sbuffando per la sfortuna e per i gradini, arrivai all'ufficio e bussai alla porta.
    
    Seguendo la sua voce, arrivai nel suo studio. Senza quasi alzare lo sguardo dalle carte che aveva davanti a sé, mi chiese di lasciargli la tazzina sulla scrivania.
    
    Io posai la tazzina, poi mi voltai, ma quando fui sulla porta mi voltai: - Avvocato...
    
    - Sì? - rispose lui senza alzare la testa.
    
    - Avvocato volevo ...