1. L'avvocato


    Data: 29/08/2020, Categorie: Etero Autore: ssbbw69

    ... dirle che... che secondo me non è stato un bel gesto quello dell'altra sera...al suo compleanno...
    
    Lui mi guardò con autentico stupore.
    
    - Che cosa intende dire?
    
    - Beh...quando mi ha ringraziata per la torta...insomma...quando mi ha... palpato il seno...
    
    - Io?
    
    - Sì...
    
    - Un gesto davvero imperdonabile. Mi creda, se le ho toccato il seno è stato in maniera del tutto involontaria. Mi scuso e le garantisco che mi dispiace molto.
    
    Mi accorsi di essere avvampata per l'imbarazzo. Maledizione, quasi 50 anni e ancora arrossivo come una ragazzina. Farfugliai qualcosa e mi precipitai giù per le scale, scendendo i gradini a due alla volta.
    
    - Ragazzi – annunciai ai colleghi con il fiatone – da oggi sono ufficialmente cintura nera di figure dimmerda. Non mi ha palpato un fico secco. Nemmeno se ne è accorto. Mi ha toccata del tutto involontariamente e io ho costruito sopra un castello. Un castello di figure di merda.
    
    Nei due giorni seguenti, l'avvocato continuò a venire al bar alle 9 del mattino e a chiedere un caffè verso le 5 del pomeriggio. Senza nemmeno consultarsi con me, Caterina e Yuri, molto delicatamente, decisero di occuparsi di lui per evitarmi l'imbarazzo di ritrovarmi di nuovo sola con lui.
    
    Io ero di pessimo umore e trattavo i clienti anche con maggiore acidità del solito. Fortuna che erano convinti che facesse parte del personaggio e che alcuni erano decisamente entusiasti di farsi strapazzare da me.
    
    Il terzo giorno annunciai ai colleghi che ...
    ... quel pomeriggio sarei salita io dall'avvocato con il caffè.
    
    - Vuoi mettergli del bromuro così che non gli tiri più con nessuna? - chiese Yuri.
    
    - No, voglio togliermi questo dannato tarlo dalla testa.
    
    Quando arrivò la telefonata con l'ordine dei caffè, ero pronta.
    
    Misi le tazzine su un vassoio e, prima di uscire, mi guardai allo specchio. Labbra rosso fuoco, trucco leggero sugli occhi e una scollatura da infarto che poco nascondeva della mia decima misura.
    
    - A noi due, avvocato- mi dissi decisa.
    
    Salii le scale, entrai nell'ufficio, lasciai i caffè per i collaboratori, poi entrai nel suo studio.
    
    Senza nemmeno dargli il tempo di salutarmi, lo raggiunsi dietro la scrivania, posai la tazzina e mi chinai su di lui, mettendogli praticamente in faccia tutta l'opulenza del mio seno.
    
    Lo guardai negli occhi e feci quello che sognavo da giorni: gli accarezzai le guance, godendo nell'avvertire sotto le mie mani la sua pelle calda e leggermente ruvida.
    
    Poi, prima che potesse aprire bocca, lo baciai. Fu un bacio lento, dolce e lunghissimo.
    
    Lui dapprima lasciò che la mia lingua scivolasse contro la sua, poi prese a ricambiare il bacio, mordendomi leggermente le labbra e succhiandomi la lingua.
    
    Il suo odore si mescolava a quello del dopobarba creando un aroma forte e deciso. Sapeva di buono.
    
    Gli passai di nuovo le mani sul viso. Era bollente.
    
    Mi infilai quindi una mano sotto la gonna e la ritirai bagnata. Senza dirgli una parola, gli infilai due dita in ...