1. Voleva essere una vera troia.


    Data: 01/09/2020, Categorie: Prime Esperienze Autore: RedTales

    ... riprese con voce severa Giorgio “però adesso ha sporcato Spara. E questo non va bene. E' vero che non va bene?”
    
    Un piccolo coro di no echeggiò tra gli spettatori.
    
    “Adesso lo pulisci”.
    
    Luigi stava per allungare la mano quando uno schiaffone di Giorgio lo fermò.
    
    “E che cazzo, ma allora non capisci niente”
    
    Ci rimase male. Un conto era essere schiaffeggiato in privato, un conto tra tutta quella gente.
    
    “Come pensi di pulirlo, vediamo se ci arrivi!”
    
    “Con la bocca?”
    
    Un altro schiaffo.
    
    “Meglio”
    
    “Con la lingua”
    
    “Oh. Vedi che se vuoi ci arrivi. Dai, inginocchiati”.
    
    Ubbidì, leccò i pantaloni dalla coscia al ginocchio. Leccò tutto.
    
    “Bravo. Già che ci sei dai anche una passatina al cazzo” lo riprese Spara aprendosi la cerniera e facendo uscire un pisellone mezzo duro niente male.
    
    “Dai, infilatelo in bocca”
    
    Continuò ad ubbidire e spompinò per una decina di minuti quello che era diventato quasi subito un bel bastone duro.
    
    “Dai, tutto dentro” gridò qualcuno mentre due o tre mani cominciarono a spingerlo sulla testa per fargli ingoiare tutto il cazzo.
    
    Lo fece.
    
    “Va bene, basta adesso, se no vengo”.
    
    “Non ti preoccupare, è bravo, lo beve tutto. Vieni pure”.
    
    Ancora qualche minuto e Sparo eiaculò con gran soddisfazione.
    
    Dopo rimise via l'uccello, salutò, diede ancora una palpatina a Luigi e se ne andò. Anche gli altri salutarono e li lasciarono li. Lo spettacolo era finito.
    
    “Ti è piaciuto? Ti sei sentita veramente troia? Di, tante ...
    ... cose così neanche te le sei mai sognate”.
    
    ”Si, me le sono sognate. Più o meno così. Anche più porche. Ma le ho solo sognate. Ho fantasticato per notti e notti, mentre mi segavo, su cose così. Non dire che non me le sognavo, cazzo. Si, perché cazzo lo so dire anch'io!”
    
    “Bravo, così mi piace, questo è fare la troia. Adesso andiamo, è tardi”.
    
    Si avviarono verso la porta. Prima di uscire Luigi si avvicinò ad uno che lo stava osservando e, strusciandosi contro gli mise una mano sul pacco e gli stampò un bacio in bocca.
    
    “Adesso possiamo andare”
    
    Giorgio rimase sorpreso e non disse niente.
    
    In macchina continuò a palparli cosce e uccello fino a casa.
    
    “Dai, sali che ti cambi”.
    
    “No, vado a casa così. E' così che si veste una troia, no? I vestiti te li riporto la prossima volta. Quando ci vediamo la prossima volta?
    
    Giorgio restò ancora più meravigliato
    
    “Domani. Domani ti va bene?”
    
    “Si. A domani”
    
    Si sollevò sulle punte per dargli un bacio in bocca che fu prontamente ricambiato, mentre le grosse mani si strinsero, strette strette, sulle chiappe.
    
    Mentre si allontanava, camminando incerto sui tacchi, pensava di aver proprio vissuto uno dei suoi sogni e, adesso che aveva cominciato, era sicuro che ne avrebbe provate altre di queste “avventure” che, solo ad immaginarle, gli facevano rizzare il suo pisellino e Giorgio pareva proprio il tipo giusto per farle avverare
    
    Avevo già pubblicato il racconto in un altro profilo che non esiste più e lo ripropongo ...
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