1. L'uomo che non voglio essere.


    Data: 05/09/2020, Categorie: pulp, Autore: Tibet

    ... stato il tuo primo uomo, abbiamo sognato una vita in comune, si... abbiamo condiviso i nostri sogni di gioventù, poi... tu sei cresciuta più in fretta di me. Sei cambiata, sei stata la mia prima disillusione. E ora? Io... un uomo senza vita e tu che la stai per perdere. Ti penso Estelita, mentre la donna che mi ha regalato queste poche ore di sollievo dorme accanto a me, tra poco la sveglierò e ricomincerò, lo so... vorrò ancora il suo culo, la sua fica, la sua bocca. La mattina arriva finalmente, la porto a colazione e quanto mangia! Io? Ah... non riesco a bere altro che caffè. Sei felice ora, in questo attimo... Maria Pilar? Hai fame, hai vent'anni, hai cinquecento dollari. Invidio i tuoi vent’anni... Maria Pilar. Invidio la tua innocenza... puttana bambina. Mi lascia Maria Pilar. Ha gli occhi che sorridono, no... no... non voglio, non dirlo! Vattene, scappa. Arriva il ragazzo di Balcevisius, Alfonso, mi sembra uno sveglio, gli spiego cosa voglio da lui. Studio la casa di Estelita, studio la sua vita, studio le sue abitudini. Mi si vuole più giorni. Lunghe ore di appostamento. Lascio l'hotel, taxi per l’aeroporto e prendo un volo per Panama City, scendo all'Holliday Inn, ci dormo una notte ma mantengo la camera, metto il cartello di non disturbare e prendo il bus per Canoas il confine e da qui per Golfito. Trovo ad aspettarmi Alfonsito, il mio autista. "Hai la pistola Alfonsito? Si...? Bravo... dammela...". Una S&W, provo lo scatto del meccanismo, avvito il ...
    ... silenziatore. "Fermati Alfonsito... fuori dalla carretera che la provo" Si... mi va, va bene per il lavoro. Torno a controllarla, la rivedo, viaggia su un fuoristrada stratosferico, potrei fare il lavoro per strada. No, non va così. Ora sono in casa sua. Qualche problema con i due cani che uccido, richiamati da polpette di carne e colpiti con i proiettili ad espansione, Bloccati sullo slancio. Le pallottole che aprono squarci enormi. E l'uomo venuto a vedere... Che imprudenza non avere messo sensori... Estelita. Dei rilevatori di massa, allarmi. "Estelita... svegliati...". E' sempre bellissima... dorme, indossa solo un velo di camicia da notte, si sveglia di soprassalto... si siede sul letto... "Chi è..?. “Sono io... Estelita...". Passano dei lunghi attimi prima che mi riconosca nella penombra. "Tu… ma che ci fai qui...? Mio marito...". "Sono qui per Graciela... Estelita... e tuo marito non c’è... ". Non capisce... ha senso spiegarle il perché? Vede la pistola e ora le è chiaro. "No, no…". Si alza dal suo letto... lascia cadere a terra quel velo. Il solito uso del sesso. Vecchio come il mondo. "Ti prego... ti voglio ancora ora come allora, dai... guardami... non puoi avermi dimenticato.". No... non ti ho dimenticato e non ti dimenticherò mai. Ho ancora voglia di te da allora, quante volte ho sognato allora di tornare ad accarezzare i globi dei tuoi seni, di mordere i tuoi capezzoli, di sentire i tuoi gemiti, anche ora... vorrei buttare la pistola e prenderti fra le braccia, cercare di ...